I Serrai di Sottoguda rivivono, Vaia è cancellata

I Serrai di Sottoguda rivivono, Vaia è cancellata

Un mare di caschetti gialli e bianchi cammina sulle passerelle sopra il torrente Pettorina. Sono le 13 quando un applauso accompagna il taglio del nastro. Subito dopo autorità e stampa passano all’interno dei Serrai di Sottoguda, ricostruiti dopo la distruzione dell’ottobre 2018.

Vaia è cancellata. Ci sono voluti quasi sei anni e poco meno di 14 milioni di euro. Qualche ferita c’è ancora, ma le cicatrici servono a non dimenticare. E a far ricordare la tempesta Vaia a tutte le persone che attraverseranno il canyon di Rocca Pietore da qui in avanti.

I Serrai sono rinati. Ieri (31 luglio) l’inaugurazione ufficiale è diventata una festa di popolo. Con il presidente della Regione Luca Zaia, il presidente della Provincia Roberto Padrin, i sindaci agordini, e il vescovo che ha benedetto le nuove opere.

«Oggi chiudiamo un cerchio. E non solo in maniera simbolica. Perché lo sappiamo tutti: i Serrai erano diventati uno dei simboli della distruzione della tempesta Vaia; un canyon di rara bellezza cancellato in pochi istanti dalla furia dell’acqua. Ma oggi archiviamo il disastro e guardiamo al futuro con un simbolo di ricostruzione. Una ricostruzione concreta, vera, efficace, che ha ridato vita a un sito di grande pregio e di valenza ambientale e turistica» ha detto il presidente Padrin. «Dopo sei anni le ferite non sono cancellate del tutto, ma è bene che sia così, perché servono a ricordarci la fragilità della montagna, la delicatezza di questi luoghi e insieme anche la grande forza di dignità delle nostre popolazioni, che vivono in territori difficili, dove niente è scontato e dove tutto o quasi si guadagna con sudore e sacrificio».

I LAVORI

I lavori sono durati 24 mesi. «I primi mesi sono serviti per progettare, poi per fare le opere emergenziali» ha spiegato Gianvittore Vaccari, di Veneto Acque. «Abbiamo rinaturalizzato un sito che era stato distrutto. E ridato al torrente Pettorina la possibilità di muoversi come vuole, in sicurezza. Abbiamo ricostruito la strada non come e dove era ma come e dove sarebbe dovuta essere quando è stata realizzata».

INTERVENTI VAIA

La tempesta Vaia si è abbattuta sul Bellunese a fine ottobre 2018. In particolare, il clou è stato nella sera del 29 ottobre, un lunedì.

«La mattina dopo l’immagine era di un campo di battaglia. Fango, alberi abbattuti… la forza della natura aveva accartocciato i tralicci e fatto emergere i tubi dell’acquedotto dalle strade» ha ricordato il presidente Zaia. «Su Vaia ho negoziato 1 miliardo di euro in tre annualità dallo Stato ed è quello che ci ha permesso di affrontare migliaia di interventi. La difficoltà è stata far capire a Roma cosa era successo e per questo portato più autorità possibili qui. Oggi restituiamo i Serrai alla comunità locale e ai turisti, un bellissimo museo a cielo aperto».

«Qui è intervenuta la Protezione Civile regionale e ci siamo rimboccati le maniche» ha detto l’assessore regionale Gianpaolo Bottacin, che su Vaia ha scritto anche un libro. «La situazione era disastrosa e ho dovuto minacciare il prefetto di allora per far chiudere tutto, scuole e fabbriche. Qui a Rocca Pietore abbiamo attivato 128 cantieri, quasi tutti terminati. E fanno parte dei 2.527 cantieri attivati dopo Vaia in tutto il Veneto».

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