Hydro, domani il tavolo al Ministero: “Basta rinvii, servono fatti”

Hydro, domani il tavolo al Ministero: “Basta rinvii, servono fatti”

Domani (19 maggio) la vertenza Hydro torna sul tavolo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Un appuntamento decisivo per le lavoratrici e i lavoratori dello stabilimento di Feltre, ancora sospesi nella cassa integrazione a zero ore e senza uno straccio di prospettiva. La richiesta è una sola: risposte chiare, verificabili, immediate.

«Hydro e l’advisor BDO devono presentarsi con elementi concreti sulle trattative in corso» attacca il segretario generale della Fiom Cgil di Belluno, Stefano Bona, che non usa mezzi termini. «Sappiamo delle numerose visite di potenziali acquirenti. Ora basta genericità e rinvii: la responsabilità di quanto sta accadendo è di Hydro, e Hydro deve risponderne». Bona mette in fila le priorità: trasparenza totale sul lavoro svolto, sui soggetti realmente interessati e sulle prospettive industriali. E un punto fermo: «Per la Fiom qualsiasi cessione deve riguardare l’intero perimetro aziendale. Non accetteremo spezzatini o operazioni che scarichino ancora una volta sui lavoratori il costo delle scelte industriali di Hydro».

La linea del sindacato è netta: l’unica via credibile è una cessione che garantisca continuità produttiva, un piano industriale serio e la piena salvaguardia occupazionale. E al Ministero, Bona chiede un cambio di passo: «Non è più il tempo delle attese. Serve un’assunzione di responsabilità chiara da parte di tutti, a partire dai vertici di Hydro. Al tavolo dovranno dimostrare con i fatti — non con dichiarazioni di circostanza — la volontà di collaborare a una soluzione positiva della vertenza».

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