Oggi la nostra Francesca Mussoi ha dato voce a un piccolo nato da poco. E subito proiettato nell’epoca della pandemia. Cosa penserà di questa situazione? Proviamo a immaginarlo…
Sono un bimbo di quattro mesi: ho appena aperto gli occhi alla vita.
Peso sette chili, occhi azzurri.
Ho quelle pieghe sui polsi, tipiche dei piccoli della mia età.
Sto iniziando a fare le prime smorfie, i sorrisi… Conosco già la tecnologia. A quattro mesi potrebbe sembrare precoce, ma è l’unico modo che ho per vedere i miei nonni, in questo momento.
La chiamano videochiamata: a dir la verità non me ne intendo, ma sento voci felici, quando la mia mamma e il mio papà prendono in mano il telefono.
C’è un po’ di preoccupazione intorno a me.
Dovevamo fare una festa: il mio battesimo. Pare sia rimandato o annullato.
La mamma è triste, ma un “signore” mi ha benedetto qui a casa.
Non so esattamente cosa stia succedendo, però fuori il mondo è preoccupato.
Il papà ora è a casa, lavora con il computer.
Ogni tanto esco: non ho un giardino.
Ma è strano perché, quando faceva più freddo, uscivo spesso.
Odiavo mettere la tuta pesante con la lunga zip. Coperta, marsupio termico: non riuscivo nemmeno a muovermi.
Stavo fermo nella mia carrozzina e ci fermavamo di continuo: «Oh, che bel pupo».
Io godevo di quei momenti e facevo le smorfie a dei perfetti sconosciuti.
Mi sentivo bello.
Ora è tutto più strano: l’aria più calda, le belle giornate.
Non so che stagione sia, non indosso più quelle tute.
Sarei felice di uscire, ma lo faccio molto velocemente.
Nessuno si ferma a farmi i complimenti. Eppure sono bello pacioccone.
Poco importa, ho il mio schermo: lì di complimenti ne arrivano a valanghe, da nonni e zii.
Ma mi sorge un dubbio, però: non riesco a toccarli per quanto allunghi le braccia.
Forse un giorno capirò cosa è capitato nel 2020.





