Rospi e rane possono vivere tranquilli: c’è il gruppo “Salvataggio anfibi Belluno” che vigila su di loro e sulle loro riproduzioni. Da anni infatti porta avanti diverse iniziative che hanno come scopo principale quello di permettere a questi animali di depositare le uova in assoluta sicurezza.
Il gruppo lavora sulla strada Sp1 bis “Madonna del Piave” in località Molinello a Lentiai, a Rasai di Seren del Grappa e a Punta Trifina di Ponte Nelle Alpi. E prossimamente sarà anche a Rocca di Arsiè, sempre appoggiato dalle amministrazioni comunali. In queste località, in occasione del periodo riproduttivo, i volontari posizionano reti e barriere per permettere a rane e rospi di raggiungere in totale sicurezza gli specchi d’acqua dove depositare le uova. Senza l’intervento dei volontari, ci sarebbe una sorta di “carneficina”, perché migliaia di anfibi finirebbero sotto le ruote delle auto.
In altre zone, nelle serate di pioggia, alcuni membri del gruppo scendono in strada per spostare manualmente gli anfibi, là dove non è possibile sistemare le barriere. Dal 2013, anno in cui è iniziata l’opera del gruppo di salvataggio, si stima che siano messi in salvo oltre 10mila tra rane e rospi ogni anno.
Il lavoro di montaggio e rimozione delle barriere da parte del gruppo “Salvataggio anfibi Belluno” viene fatto ogni anno, contando sempre sui volontari. Il sogno sarebbe quello di costruire delle strutture definitive, i cosiddetti rospodotti, ossia corsie artificiali per anfibi realizzate lungo le strade extraurbane in cui si verifica un passaggio di rospi. «Sono molti anni che confidiamo nella possibilità di costruirli – afferma una delle volontarie, Michela Zatta -. Ma ci rendiamo anche conto che la spesa sarebbe molto elevata. Anche con eventuali fondi europei, i passaggi burocratici sarebbe molti. E nessuno allo stato attuale può farsene carico. Senza abbandonare l’idea principale, abbiamo pensato di sfruttare intanto opere che vengono fatte normalmente, come la posa di una tubatura per esempio, con dei costi bassi quindi».
I volontari ricordano che «rane e rospi sono fondamentali per l’ecosistema, ma sono in diminuzione».





