Green Deal Cadore 2030: Pieve capitale della riscossa

Green Deal Cadore 2030: Pieve capitale della riscossa

 

Decolla nel migliore dei modi il Green Deal Cadore 2030: ovvero, il progetto che la Magnifica Comunità mette in campo per disegnare il futuro del territorio. con un occhio di riguardo ai giovani. In questo senso, sindaci e rappresentanti istituzionali, ma anche vertici delle associazioni di categoria, del mondo del volontariato e di quello economico si sono ritrovati una sala Cosmo che ha faticato a contenere i tanti presenti. 

Il Cadore lancia il sasso, altri territori sono pronti a raccoglierlo. «Questa è un’ottima iniziativa – afferma il presidente della Provincia, Roberto Padrin -. Dobbiamo abbandonare i campanili: mai come ora c’è bisogno di un progetto d’area questo può essere molto importante. Insieme dobbiamo cercare di valorizzarlo e finanziarlo. In tal senso, la situazione legata ai grandi eventi sportivi ci permetterà di avere risorse che non abbiamo mai avuto. Giochiamoci la partita perché, finite le Olimpiadi, per 30 o 40 anni, non avremmo più possibilità di investire». 

Pieve è diventata la capitale della riscossa di un territorio: «L’obiettivo è il rilancio del Cadore come zona altamente sostenibile – argomenta Renzo Bortolot, presidente della Magnifica Comunità -. E sotto questo punto di vista non dobbiamo imparare niente da nessuno. Ma è necessario fare squadra per riprendere il cammino: solo insieme riusciremo a dare una svolta al territorio». 

Insomma, il Cadore non molla la presa, come testimonia Romano Tiozzo segretario generale della camera di Commercio Treviso-Belluno Dolomiti: «Nell’analisi degli ultimi cinque anni, la comunità tiene abbastanza bene. Complessivamente il tasso di mortalità delle aziende è attorno al 3 per cento. Se confrontato con altri territori analoghi non preoccupa. L’agricoltura cresce, mentre il settore delle costruzioni è il più sofferente: 66 le imprese perse. Il turismo, invece, lancia segnali positivi con qualche nuova attività. Nonostante i problemi, la volontà di fare impresa c’è».

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