Chi bello (e funzionale) vuole apparire, un po’ deve soffrire. In Comelico però la sofferenza potrebbe durare assai. Perché il cantiere della galleria ha tempi lunghi. Nessuno si sbilancia, ma il cronoprogramma potrebbe durare – condizionale d’obbligo – anche 500 giorni. Ammesso che uomini e mezzi possano operare al 100 per cento, vale a dire con viabilità chiusa. Se poi si dovesse optare per una chiusura “soft”, allora i tempi si allungherebbero ulteriormente.
Intanto ieri (3 dicembre) in Prefettura a Belluno Anas ha presentato il suo progetto sulla galleria Comelico (lungo la statale 52 Carnica, tra Auronzo e Santo Stefano).
«La galleria, lunga 4 km, a partire dalla primavera del 2022 sarà oggetto di un insieme coordinato di interventi, mirati ad aumentare gli standard di sicurezza e la vita utile dell’opera, per un investimento di quasi 65 milioni di euro» fa sapere la società stradale. «Gli interventi, attesi dal territorio e improcrastinabili, consisteranno nel completo rifacimento della galleria mediante consolidamento della volta, realizzazione di un nuovo rivestimento definitivo e dell’arco rovescio al di sotto del piano viabile, implementazione di un nuovo sistema di drenaggio delle acque sotterranee e di piattaforma, oltre al rifacimento della segnaletica. Saranno anche realizzati ex novo gli impianti di ventilazione, videosorveglianza, illuminazione, antincendio e Sos».
Nel corso dell’incontro in Prefettura sono state presentate le possibili organizzazioni del cantiere che inevitabilmente avranno un rilevante impatto sulla viabilità. I sindaci hanno richiesto un periodo di approfondimento prima di esprimere le proprie valutazioni su quale alternativa sia da preferirsi. Ovvero: tempi lunghissimi, ma galleria aperta almeno a fasce orarie, o tempi accorciati, ma galleria completamente chiusa?





