Fratello-tutore sottrae centinaia di migliaia di euro alla sorella: maxi sequestro GdF

Fratello-tutore sottrae centinaia di migliaia di euro alla sorella: maxi sequestro GdF

 

Maxi sequestro della Guardia di Finanza: 300mila euro “congelati” a un imprenditore bellunese che avrebbe sfruttato l’incarico di tutore giudiziale per impossessarsi di ingenti somme di denaro. Una storia che sembrerebbe confermare il noto proverbio “fratelli coltelli”. 

La vicenda infatti ha come protagonista e vittima (suo malgrado) una donna che è stata dichiarata “incapace” e pertanto interdetta dal Tribunale di Belluno. La tutela legale è stata affidata da dodici anni a questa parte al fratello, imprenditore. Solo che l’uomo in tutto questo tempo ha utilizzato la sua posizione per sottrarre soldi alla sorella. Secondo le indagini delle fiamme gialle, disposte dalla Procura della Repubblica di Belluno, si parla di centinaia di migliaia di euro. Ecco perché nei confronti dell’uomo è scattato il sequestro preventivo di un immobile e denaro per un valore di 303mila euro.

La ricostruzione della vicenda lascia intendere che fin dal 2008 (anno in cui l’uomo ha assunto l’incarico di tutela giudiziale) è stata adottata una gestione del patrimonio gravemente negligente, sfociata nell’illecita condotta penale del reato di peculato. C’è di più: il tutore si sarebbe avvalso anche della cooperazione di sua figlia, avvocato e protutore, la quale avrebbe effettuato accessi per conto del padre alla cancelleria del Tribunale, così da agevolare la condotta illecita. È infatti emerso come il tutore si sia appropriato, nel corso degli anni, di ingenti somme di denaro derivanti dalla mala gestione del patrimonio dell’incapace, tra cui spicca il mancato versamento della quota di eredità legittima alla morte del padre e la vendita nel 2016 della villa di famiglia di Belluno.

La complessa attività investigativa si è sviluppata attraverso la disamina di copiosa documentazione, l’assunzione di informazioni testimoniali, la ricostruzione particolareggiata del patrimonio economico-finanziario del soggetto interdetto, nonché l’analisi approfondita dei rapporti bancari riconducibili agli indagati. Le risorse sottratte al soggetto interdetto sono state pertanto protette con il sequestro “per equivalente”, misura cautelare che ha “congelato”, per la successiva confisca, i beni nella disponibilità del tutore denunciato, in misura proporzionata all’ammontare di quanto illecitamente sottratto.

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