Fratello Albero, una siepe “local” per i nuovi nati

Fratello Albero, una siepe “local” per i nuovi nati

Una piantina per ogni nuovo nato del 2021. Fino a formare una siepe, che cinge ora il lato est di Prà del moro. Quinto appuntamento a Feltre con Fratello Albero, l’iniziativa che dal 2017 celebra la Giornata nazionale degli alberi (domani, 21 novembre). E per la quinta volta, ad ogni nuovo nato nel Comune è stata dedicato un arbusto, messo a dimora dai ragazzi delle scuole del territorio.

Quest’anno la scelta è caduta su Prà del Moro, nel lato che guarda piazzale Parmeggiani. «Abbiamo scelto di realizzare una siepe – spiega l’assessore all’ambiente di Feltre, Valter Bonan – composta da arbusti spinosi che producono piccoli frutti edibili, come il prugnolo, il biancospino, la rosa canina». A fornire le piante il vivaio “Vecio Pomer” condotto da Oscar Padovani. «Ci occupiamo di recuperare le antiche varietà di alberi da frutto e di arbusti spontanei, tipici dei nostri torrenti e dei nostri boschi e che sono ormai stati dimenticati – spiega – cercando così di salvaguardare la biodiversità locale, il vero valore aggiunto del nostro territorio». In cinque anni l’iniziativa ha permesso di mettere a dimora 2673 piante in diversi punti della città: cooperativa Dumia, istituto Agrario di Vellai, Bosco drio le Rive.

Ma la giornata è stata anche l’occasione per fare il punto sul patrimonio arboreo cittadino. Che, secondo il censimento eseguito dalle classi quarte e quinte dell’Istituto agrario “Della Lucia” (coordinate dal professor Marco Coden) sono esattamente 3.546. Vaia, tre anni fa, ha cambiato il volto della città, spingendo l’amministrazione a cambiare direzione al progetto Fratello Albero: ampliandolo e concentrando gli sforzi nella riqualificazione dei siti devastati. Importante, in tal senso, l’accordo stipulato con Etifor, spinoff dell’Università di Padova e lo stesso istituto agrario, che ha permesso di redigere le linee guida per il ripristino delle alberature stradali e di impiantare 20 tigli in via Gaggia e 50 carpini lungo il viale del cimitero. Interventi realizzati grazie alle donazioni dei privati, così come sarà per il prossimo ripristino del Parco della Rimembranza. Mentre gli enti che dovrebbero dare una mano latitano.

«In questi anni abbiamo provato a farci finanziare numerosi interventi di ripristino arboreo – spiega la dirigente del Comune Enrica De Paulis – ma non c’è stato verso. E questo, in un periodo in cui si fa un gran parlare di transizione ecologica e resilienza, stride».  

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