«Filiera del legno: nuove possibilità dal Piano di sviluppo rurale»

«Filiera del legno: nuove possibilità dal Piano di sviluppo rurale»

La filiera del legno potrebbe ripartire dal Piano di sviluppo rurale. 

Il tema, fortemente dibattuto in questi mesi, ha visto intervenire più volte la Lega attraverso i suoi rappresentanti in Regione e al Governo. Entrando nel dettaglio, oggi c’è un bando e una concreta possibilità di sostegno per segherie e imprese boschive. Un milione 800 mila euro è il valore del contributo messo a disposizione dalla Regione Veneto, mentre il valore complessivo delle misure contenuto nel Psr (di cui fanno parte anche iniziative di formazione rivolte alle imprese agricole, realizzazione di strade silvo-pastorali, ripristino di terreni danneggiati dal meteo e da parassiti) è di 11 milioni e 600mila. C’è tempo fino al 2 ottobre per partecipare al bando dedicato alla filiera. 

«È un punto di partenza – dichiara il consigliere regionale Giovanni Puppato -, concreto e che arriva in un momento caldo sul fronte delle materie prime e del legname, per la nostra provincia. Favorire l’acquisto di macchinari e delle tecnologie per la trasformazione e la commercializzazione dei prodotti forestali significa investire nel più grande patrimonio che abbiamo sul nostro territorio, per valorizzarlo, produrre ricchezza, creare posti di lavoro e colmare il gap di tecnologie che ci divide dall’Austria». Ora i tronchi dei boschi bellunesi vengono acquistati dalle grosse segherie oltre confine, dove avviene la prima lavorazione perché le aziende in provincia non sono strutturate per farlo; una volta effettuato questo passaggio, il legname viene riacquistato dalle imprese bellunesi e torna sul territorio per essere trasformato. L’obiettivo di cui si parla da mesi, e sul quale si era espresso pure il senatore Paolo Saviane, è quello di potenziare la filiera locale e rendere la catena produttiva efficiente e completa.

La misura contenuta nel Psr finanzia l’acquisto di attrezzature e macchinari forestali con particolare riferimento alle caratteristiche innovative, finalizzate alla riduzione dei costi di produzione, al miglioramento della qualità del prodotto, delle condizioni di sicurezza del lavoro e al contenimento degli impatti ambientali. Vengono inoltre finanziati investimenti per la realizzazione/acquisizione, ammodernamento tecnologico, razionalizzazione delle strutture e dei circuiti di commercializzazione e di impianti di lavorazione, trasformazione, commercializzazione, immagazzinamento dei prodotti legnosi.

I contributi sono rivolti ad attività in piccola scala, dunque l’intento è quello di aiutare proprio le piccole e medie imprese che, nel Bellunese, rappresentano in toto il settore. La spesa sostenuta dovrà essere di almeno 15mila euro e comunque non superiore ai 500mila euro, il contributo ne coprirà il 40%. «Oggi c’è un evidente difficoltà nello sfruttare il nostro patrimonio boschivo per una debolezza strutturale della filiera – conclude Puppato -, mancano i macchinari, molta parte della superficie boschiva è di difficile accesso, frammentata nella proprietà, inoltre le segherie oggi attive sono poche, rispetto ad una ventina di anni fa. Ma sono problemi che vale la pena superare. Tra le misure contenute nel Psr ci sono anche contributi per la realizzazione di strade silvo-pastorali, utili proprio nei casi in cui i boschi non siano raggiungibili. Io dico: partecipiamo, rimettiamo in moto la filiera, creiamo Consorzi, uniamo le forze e sfruttiamo le possibilità del Psr». 

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