Il commercio estero bellunese chiude il primo semestre 2026 con un segnale positivo, anche se dietro il dato complessivo emergono andamenti molto differenti tra i principali comparti produttivi della provincia. Le esportazioni hanno infatti sfiorato i 2,7 miliardi di euro, facendo registrare un incremento dell’1,6% rispetto allo stesso periodo del 2025. A trainare il risultato sono soprattutto i nuovi segmenti tecnologici, mentre continua la fase di rallentamento dell’occhialeria, che resta comunque la colonna portante dell’export provinciale.
Occhialeria ancora in calo
Il comparto degli occhiali registra una flessione del 4,6%, penalizzato soprattutto dalla contrazione delle vendite negli Stati Uniti, mercato che negli ultimi due anni ha visto ridursi sensibilmente i volumi. In diminuzione anche le esportazioni verso Messico ed Emirati Arabi Uniti, mentre mostrano segnali di crescita le destinazioni di Regno Unito, Turchia e Svizzera.
Secondo l’analisi della Camera di Commercio Treviso-Belluno, il calo dell’occhialeria condiziona in modo significativo il dato generale della provincia. Non a caso, escludendo questo settore dal conteggio complessivo, l’export bellunese crescerebbe del 19,5%.
Macchinari stabili
Sostanzialmente invariato il settore dei macchinari, seconda voce per importanza nell’economia esportatrice bellunese, che chiude il semestre con un lieve -0,5%. Il comparto registra una flessione nei mercati dell’Unione Europea, compensata però dalla crescita delle vendite verso diversi Paesi extraeuropei, tra cui Regno Unito, Nigeria, Cile e Norvegia. In calo, invece, le esportazioni verso gli Stati Uniti, un risultato che gli analisti collegano anche all’anticipo degli ordini effettuato nel 2025 per timore delle possibili conseguenze legate ai dazi.
Exploit dell’elettronica e dei dispositivi medicali
Il dato più sorprendente arriva dal comparto dell’elettronica, delle apparecchiature medicali e dei sistemi di misurazione, che mette a segno un balzo del 151%.
Le esportazioni sono passate da 86,5 milioni di euro del primo semestre 2025 a oltre 217 milioni nello stesso periodo del 2026. Un’accelerazione che, secondo la Camera di Commercio, potrebbe essere legata sia alla crescente domanda di sistemi di controllo per la filiera della refrigerazione, sia all’avvio delle produzioni legate agli smart glasses, destinati a trovare spazio nei mercati internazionali.
Bene l’alimentare, soffrono legno e mobili
Tra i settori in crescita si conferma anche l’alimentare, che registra un aumento dell’8,4%, sostenuto soprattutto dalla domanda proveniente da Danimarca, Polonia, Spagna, Stati Uniti e Australia. Segno meno, invece, per il legno (-13,3%), i mobili (-20,6%) e il tessile-abbigliamento (-16,6%). Per l’arredo pesa in particolare il rallentamento della domanda statunitense, mentre il calo del legno è legato soprattutto alla contrazione del mercato sloveno dopo gli eccezionali risultati registrati nel 2025.
De Bettin: «Dati che mostrano una trasformazione delle filiere»
Per il presidente della Camera di Commercio Treviso-Belluno, Francesco De Bettin, il quadro evidenzia una sostanziale tenuta del sistema produttivo locale, ma anche profondi cambiamenti nei mercati internazionali e nelle filiere industriali. Una situazione che richiede alle imprese una crescente capacità di adattamento e di lettura degli scenari globali. L’impressione è che l’economia bellunese stia attraversando una fase di transizione: da un lato il rallentamento dell’occhialeria, dall’altro la crescita di comparti ad alto contenuto tecnologico che stanno assumendo un peso sempre più rilevante nel paniere dell’export provinciale.





