Circa 400 persone con oltre trenta volontari in sei weekend di apertura. Si è rivelata un successo l’esposizione “E quindi uscimmo a riveder le stelle”, a 700 anni dalla morte di Dante Alighieri. «In una fase in cui la pandemia non desiste organizzare un evento del genere era sicuramente un grosso azzardo, ma alla fine la fatica è stata ampiamente ripagata», affermano i bibliotecari della Biblioteca Gregoriana del seminario cittadino.
Il pubblico che ha percorso il chiostro gotico dell’antico convento di San Pietro è rimasto affascinato dalla spiritualità passata per le antiche mura. Senza considerare l’enorme successo delle opere dell’artista bellunese Graziano Damerini, che hanno accolto i visitatori preparandoli alla visione del pezzo forte dell’esposizione: il codice Lolliniano 35, una delle copie manoscritte più antiche della Commedia di Dante Alighieri, attorniato da altri beni librari a carattere dantesco di proprietà del Seminario.
Molte pure le persone arrivate da fuori provincia: «Il seminario è il cuore pulsante della città e della diocesi aperto a chiunque abbia bisogno di aiuto e di speranza. A testimonianza di ciò basta segnalare lo spirito di condivisione che si è instaurato sia con le istituzioni competenti, sia con il mondo del volontariato senza i quali non sarebbe stato possibile un tale risultato», afferma monsignor Giorgio Lise, rettore del Seminario Gregoriano.
Ma non finisce qui. Gli organizzatori sono pronti a continuare il percorso di valorizzazione culturale e spirituale della struttura e del suo patrimonio: «Perché solo nell’incontro con l’altro è possibile fare cultura e dare speranza in un domani migliore per l’umanità tutta».
A breve verranno comunicate le nuove iniziative in corso di preparazione.





