È la vigilia di Natale. E anche gli animali hanno un dono: la parola

È la vigilia di Natale. E anche gli animali hanno un dono: la parola

Ciao a tutti, eccoci arrivati alla vigilia.
E tra un fiocco e un pacco, abbiamo confezionato un’altra leggenda 

Lo sapevate che, secondo la tradizione, il 24 dicembre gli animali parlano?
Il giorno della vigilia, i contadini puliscono per bene la stalla e accudiscono con un occhio diverso gli animali che “lavorano” per tutto l’anno, fornendo non solo latte, ma sostentamento all’intera famiglia.
Per il mondo rurale, la fine di dicembre rappresenta un momento in cui la natura vegetale è assente, le giornate sono corte e il buio si prende la scena.
Celebrare gli animali, vivi nonostante il freddo (anche quelli selvatici), è un inno alla vita.
Ed è per questo che, proprio la notte di Natale, ogni animale ha il dono della parola.
Si dice anche che il bue e l’asinello parlassero tra di loro.
Cosa si raccontano?
Di solito parlano delle loro avventure, di come vengano trattati dagli uomini, di cosa mangiano.
Si dice pure si scambino nenie natalizie.
Al mattino del 25, la magia finisce e le parole lasciano il posto al miagolio, all’abbaiare e al muggire.
Quindi un buon Natale… anche dagli animali. 

CURIOSITÀ DALL’ITALIA… 
Il 24 si mangia di magro: un buon brodo di carne e tortellini non manca mai nelle tavole italiane.

…E DAL MONDO
La vigilia in Nova Scozia (Canada atlantico) prevede come piatto tradizionale il consumo di aragosta e frutti di mare.
E in Africa centrale? Il Natale coincide con la fine della raccolta del cacao e quindi i lavoratori delle piantagioni hanno la possibilità di tornare a casa.
In Nigeria, invece, nei giorni che precedono la natività, le ragazze visitano le case della zona ballando, cantando e accompagnandosi coi tamburi.
Dal 25 dicembre in poi, sono gli uomini a esibirsi con i volti coperti da maschere di legno di personaggi tipici locali.
Poi c’è l’Ungheria, dove l’albero di Natale viene addobbato con le tipiche caramelle rivestite di carta colorata e noci: al suono di un campanello, i bambini possono scartare i regali sotto l’albero
In Giappone, infine, il 24 dicembre è sentito in modo diverso rispetto all’Occidente. Il Natale è vissuto più come periodo di serenità, che come festa religiosa.
Proprio la sera del 24 si celebra la festa degli innamorati e delle famiglie con bimbi piccoli. Tutti escono a mangiare fuori e gustano il famoso pollo fritto.

 

 

E con questa curiosità, auguriamo tutti un Natale… leggendario

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