È stata donata ieri mattina (10 febbraio) nella Sala Giunta di Palazzo Rosso, una talea dell’Albero di Falcone, simbolo nazionale di memoria civile e impegno nella lotta alla mafia. A consegnarla è stata il Tenente Colonnello Elisabetta Tropea, comandante del Reparto Carabinieri Biodiversità di Belluno; a riceverla, l’assessore all’ambiente Lorenzo De Kunovich. La pianta proviene dal celebre Ficus macrophylla che cresce davanti alla casa di Giovanni Falcone a Palermo, divenuto negli anni luogo di partecipazione collettiva e simbolo di resistenza civile dopo la strage di Capaci del 1992.
Un progetto nazionale di memoria e legalità
La donazione rientra nell’iniziativa promossa dalla Fondazione Falcone, in collaborazione con il Ministero della Transizione Ecologica e il Comando Carabinieri per la Tutela della Biodiversità. Il progetto prevede la distribuzione di talee a Comuni, scuole e istituzioni per diffondere la memoria delle vittime della mafia e promuovere educazione alla legalità e impegno civico. La consegna al Comune di Belluno segue la partecipazione dell’Amministrazione alla giornata del 16 gennaio a Feltre, dedicata al 50° anniversario dell’istituzione di sette delle dieci Riserve Naturali Statali bellunesi, gestite dal Reparto Carabinieri Biodiversità.
La collocazione della pianta e i prossimi doni
Per ragioni climatiche, la talea non verrà piantata all’aperto: le basse temperature invernali non ne garantirebbero la sopravvivenza. Sarà quindi collocata all’interno della sede della Polizia Locale di Belluno. Questa donazione non sarà l’unica: nei prossimi mesi il Comune riceverà una decina di alberi destinati al nuovo parco di Lambioi. Le specie sono già state individuate e la consegna potrebbe avvenire entro la primavera. «Accogliamo con grande onore questo dono e ringraziamo i Carabinieri della Biodiversità per il loro costante impegno sul territorio» ha dichiarato De Kunovich. «L’Albero di Falcone è un simbolo vivo di memoria, legalità e responsabilità civile, mentre le piante destinate al parco fluviale ci ricordano la forza della natura e la sua resilienza».





