Dolomiti sul grande schermo: la docuserie a Belluno

Dolomiti sul grande schermo: la docuserie a Belluno

Le Dolomiti raccontate dal cinema, tra alpinismo, storia e paesaggio. Al Cinema Italia di Belluno sono stati proiettati tre episodi della docuserie «Dolomitismo. Racconti Verticali», ideata e diretta da Emanuele Confortin e prodotta dalla Fondazione Dolomiti UNESCO. La serata, organizzata insieme alla Provincia nell’ambito del Premio Pelmo d’Oro, ha portato in sala una parte di un progetto che attraversa il Nordest dopo l’anteprima al Trento Film Festival. Un racconto che parte dalle grandi vie dell’alpinismo e arriva fino alla geologia, mettendo insieme le esperienze di chi ha scritto la storia delle Dolomiti con quelle di chi oggi continua a frequentarle. In ogni episodio si intrecciano infatti passato e presente, ma anche il “tempo profondo” di un territorio che racchiude oltre 300 milioni di anni di storia. A Belluno sono stati proiettati tre capitoli della serie: dal Cason di Formin, tra le pareti più selvagge della Croda da Lago, alla Marmolada, dove emerge il tema del limite e della rinuncia, fino allo Spiz di Lagunaz, nelle Pale di San Lucano, sulle tracce delle grandi prime ascensioni.

Alla serata erano presenti il presidente della Fondazione Dolomiti UNESCO e della Provincia Marco Staunovo Polacco, la direttrice Mara Nemela, il presidente del Cai Veneto Francesco Abbruscato, il regista Emanuele Confortin e i narratori della serie, l’alpinista Luca Vallata e il geologo Emiliano Oddone. «Presentare la docuserie a Belluno è motivo di grande soddisfazione – ha sottolineato Staunovo Polacco –. L’obiettivo è comunicare i valori che hanno portato al riconoscimento Unesco, promuovendo un approccio alla montagna autentico e consapevole».

Un progetto che, come ha evidenziato la direttrice Nemela, nasce anche da una comunità ampia: alpinisti, guide, geologi, gestori di rifugi e testimoni del territorio, chiamati a raccontare le Dolomiti attraverso esperienze dirette e vissute. Al centro, i valori dell’alpinismo: rispetto dell’ambiente, senso del limite e responsabilità. Elementi che, nelle intenzioni della Fondazione, contribuiscono a contrastare una frequentazione superficiale della montagna. «È stato un progetto senza precedenti – ha spiegato il regista Confortin – nato da oltre due anni di lavoro e dalla passione condivisa di un’intera squadra. Raccontare le Dolomiti dal punto di vista dell’alpinista è stato, per me, un sogno che si realizza».

La docuserie proseguirà ora il suo percorso nei cinema del Nordest, con nuove tappe già in calendario tra Veneto e Trentino.

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