Belluno

 

Il Fondo Welfare e Identità Territoriale ha un nuovo logo, nato da un concorso di idee. 

La “gara” era stata lanciata qualche mese fa. E indirizzata agli studenti di terza e quarta superiore, individuati come ideali rappresentanti della lotta allo spopolamento della montagna. «Perché dipende dai giovani, dai loro ideali e dalle loro esigenze, scegliere di restare a vivere e lavorare a Belluno o andare via dalla nostra provincia - ha commentato la presidente del Fondo, Francesca De Biasi -. Per questo abbiamo proposto il concorso, con l’obiettivo di racchiudere in un simbolo le idee e gli obiettivi del Fondo. Siamo stati moltocolpiti dalla risposta: abbiamo ricevuto una trentina di elaborati e non è stato facile scegliere il logo vincitore. Tant’è vero che abbiamo preparato una mostra, nel salone di rappresentanza della Provincia».

Il lavoro più meritevole? Lo hanno realizzato Federico Borci e Federico De Bona (dell’istituto Segato) e da Nicole Soppelsa (del Calvi), guidati dall’insegnante Carlo Brancale. «Esprime in modo chiaro, immediato ed efficace tutte le caratteristiche richieste - si legge nella motivazione del premio -. Sono rappresentate ottimamente e in modo originale la natura incontaminata della nostra montagna, le persone che la abitano e la solidarietà che la anima. Il metodo del lettering e lo studio in bianco e nero, inoltre, dimostrano un’ottima conoscenza del marketing pubblicitario per la versatilità e riconoscibilità del logo stesso». La premiazione è avvenuta a Palazzo Piloni. E a fare gli onori di casa ha pensato il presidente Roberto Padrin: «Questo sodalizio mette insieme istituzioni, sindacati, terzo settore e mondo civile. Ed è nato per dare un futuro al territorio, partendo dai più giovani». 

«Abbiamo voluto giocare sulla scritta welfare, isolando “we” e “are” - hanno spiegato i vincitori, a cui va un premio di 1.200 euro (600 euro per i ragazzi, 600 per l’Iti Segato) -. Dentro le lettere sono inseriti alcuni simboli particolari. Tra cui una piantina, segno della rinascita dopo il disastro di Vaia».

A Palazzo Piloni, l’esposizione è visitabile dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12.30 (il martedì e il giovedì anche dalle 14.30 alle 16).

 

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