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  • Pasti per i poveri dalle mense scolastiche. E per l'emergenza viene riattivato il fondo Vaia
Belluno

Nella quarantena nessuno viene dimenticato. Neanche i poveri: a Belluno avranno a disposizione un pasto caldo anche in questi giorni difficili. Se la mensa della parrocchia di Mussoi ha qualche difficoltà a riorganizzarsi nel pieno rispetto delle nuove normative, ci pensa il Comune di Belluno. Che ha rimesso in funzione le cucine delle mense scolastiche; anche con le scuole chiuse. 

«Abbiamo riattivato una delle cucine e richiamato in servizio alcune cuoche che si occupano della realizzazione dei pasti caldi: ora sono al lavoro per preparare i pasti per chi era abituato a frequentare la mensa di Mussoi – spiega il sindaco Jacopo Massaro –. Le pietanze (un primo, un secondo e un contorno, ndr) vengono poi portate in parrocchia dove avviene la distribuzione da asporto. In questo modo, abbiamo reimpiegato del personale altamente professionale, che mette a disposizione le proprie capacità per la comunità e, allo stesso tempo, possiamo garantire un servizio con alti standard igienico-sanitari».

Pasti a parte, Palazzo Rosso ha riaperto il conto corrente attivato all’indomani di Vaia. Servirà per raccogliere la generosità di chi vorrà contribuire a rendere meno doloroso il ritorno alla normalità. 

«È un momento molto difficile per tutti i Comuni, che si trovano a dover affrontare da un lato le minori entrate legate al blocco delle attività e, dall'altro, nuove e maggiori spese per servizi e forniture - spiega Massaro –. Abbiamo quindi aperto una raccolta fondi per aiutarci a gestire questa emergenza: abbiamo potuto contare sulla generosità di migliaia di bellunesi, e non solo, dopo il disastro provocato da Vaia, e confidiamo anche questa volta nel loro aiuto».

Diverse le spese impreviste che l'emergenza ha abbattuto sui Comuni: per continuare l'attività e la fornitura di servizi, si sono resi necessari acquisti di materiale informatico (ad esempio, per lo smart working e le riunioni da remoto) e sanitario (dalle mascherine ai gel idroalcolici messi a disposizione della popolazione nei luoghi pubblici). C'è poi la gestione sociale delle persone isolate, come anziani, persone sole o con fragilità: «Situazioni già difficili da trovare e gestire in condizioni normali; ora, abbiamo ancora più difficoltà a sostenerli, e questi problemi si trascineranno ancora per mesi, una volta finita l’emergenza - conclude Massaro -. Per queste persone, ma anche per le famiglie e per i ragazzi, tra i più bisognosi di relazioni e contatti sociali, dovremo anche attivare dei nuovi progetti, che richiederanno risorse». Ci sono infine una miriade di piccole e grandi spese per continuare a garantire i servizi base e quelli sociali, anche in previsione dell'aumento delle richieste di assistenza che la crisi economica post-emergenza provocherà.

Per donare, l’Iban del conto è IT 22 Q 02008 11910 000105443984; 

indicando la causale “Erogazione liberale - Emergenza COVID-19”.

 

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