Non sarà semplice, né veloce, uscire dalla zona rossa, nella quale da ieri anche il Bellunese, come il resto del Veneto, è ripiombato. Lo certificano i dati sull’andamento settimanale della pandemia, diramati come ogni lunedì dall’Ulss1 Dolomiti.
La situazione relativa alla settimana dall’8 al 14 marzo non si discosta di molto, infatti, da quella della settimana precedente, sulla base della quale è stata decisa la “stretta” da parte del Governo.
Sono ancora 22 i Comuni nei quali l’incidenza del contagio supera i 250 casi settimanali ogni 100mila abitanti. In dieci municipi si supera addirittura la soglia dei 500 casi: Comelico Superiore, San Pietro, Pieve di Cadore, Perarolo, Ospitale, Borca, Selva di Cadore, Livinallongo, Voltago e Falcade. La scorsa settimana le terre colorate di viola più scuro erano 9. L’incidenza tra 251 e 500 casi si registra invece a Santo Stefano, San Nicolò, Cortina, Calalzo, Domegge, Valle, Vodo, Alleghe, San Tomaso, Canale, San Gregorio nelle Alpi e Sovramonte.
Come si può evincere dalla mappa, quindi, sono ancora Cadore, Comelico e Agordino i territori che fanno registrare i principali focolai. Anche se, va detto, i numeri assoluti restano piuttosto contenuti, molti distanti dai picchi registrati lo scorso autunno. La curva del contagio sale, ma lentamente. Ieri, per esempio, il bollettino di Azienda Zero ha segnalato solamente 36 nuovi casi positivi, con il totale dei bellunesi attualmente positivi a quota 1.168, in leggero calo.
Le buone notizie arrivano dal fronte dei ricoveri. La pressione sulle strutture ospedaliere, fa sapere l’Ulss 1, nel corso della settimana precedente non ha subìto variazioni rispetto ai giorni precedenti. Al momento sono 48 i pazienti ricoverati in area non critica, 6 quelli in terapia intensiva, 10 negli ospedali di comunità. La situazione è sotto controllo e il territorio bellunese è nella fascia di rischio moderato.
Purtroppo, però, dopo alcuni giorni di relativa calma, si tornano a piangere delle vittime. Ieri sono decedute a causa dell’infezione 3 donne, di 72, 80 e 82 anni.





