Ultimo appuntamento del cartellone estivo di CortinAteatro, la stagione concertistica e teatrale ideata dall’associazione Musincantus. Sabato 16 settembre (ore 20.45) all’Alexander Girardi Hall andrà in scena il concerto “Antonio Vivaldi, maestro del colore veneziano”, eseguito dall’orchestra Frau Musika* diretta da Andrea Marcon. Sarà un’incursione nell’arte “Prete Rosso”, che permetterà di esplorare in tutta la sua varietà timbrica il mondo sonoro del compositore veneziano.
La quinta produzione di Frau Musika è infatti totalmente dedicata al genio di Vivaldi e ai suoi “Concerti con molti instromenti” e l’appuntamento cortinese sarà un’immersione nell’incantevole universo musicale del Prete Rosso: un viaggio attraverso le meraviglie del barocco veneziano.
L’orchestra Frau Musika, un progetto artistico-formativo under 30 ideato da Andrea Marcon, tra i massimi esperti ed interpreti del repertorio barocco, e realizzato dall’Orchestra del Teatro Olimpico di Vicenza con il supporto della Fondazione Cariverona, eseguirà un programma musicale dedicato integralmente al genio veneziano, proponendo alcuni dei più celebri concerti del compositore per strumenti ed archi: non mancheranno le sonorità dei concerti per flauto barocco, fagotti e oboi, quasi a dipingere uno squarcio della Venezia del Settecento richiamando le tonalità e le atmosfere impresse su tela da Canaletto.
Marcon, alla guida della sua giovane compagine, ha selezionato otto delle preziose pagine vivaldiane, che rispecchiano a pieno la definizione “con molti instromenti”, per la ricchezza di organico, la varietà degli strumenti solisti, l’esuberanza, la fantasia e i contrasti ritmici che li contraddistinguono. Antonio Vivaldi è uno dei geni indiscussi della musica del Settecento Veneziano, un secolo privo di barriere culturali in cui tutta l’Europa si riconosceva in un brano musicale, in uno scritto filosofico, in un’opera teatrale e per trasmettere questa atmosfera, si è scelto di inaugurale la serata con il Concerto per l’Orchestra di Dresda in sol minore (RV 577) per due violini, due flauti dolci, due oboi, fagotto, archi e basso continuo: nei secoli XVII e XVIII, infatti, tra la corte di Dresda e la cultura musicale veneziana esisteva uno storico rapporto, coltivato anche grazie anche all’amicizia tra il Prete Rosso e il violinista Johann Georg Pisendel, maestro di cappella alla corte di Dresda.





