Cortina, boom di camere accessibili: +179% in due anni

Cortina, boom di camere accessibili: +179% in due anni

Il comparto alberghiero della Conca ampezzana accelera sul fronte dell’accessibilità, e lo fa con una spinta che va oltre le Paralimpiadi appena concluse. L’obiettivo dichiarato è costruire una legacy duratura, trasformando Cortina in una destinazione inclusiva e accogliente sotto ogni punto di vista.

I dati diffusi dall’Associazione degli Albergatori di Cortina mostrano un progresso evidente: in soli due anni la percentuale di camere accessibili è quasi triplicata, passando dal 5% del 2023 al 14% attuale, per un incremento complessivo del 179%. Oggi più della metà delle strutture ricettive, il 54%, mette a disposizione soluzioni attrezzate e “friendly” per le persone con disabilità.

A sottolineare il percorso intrapreso è la presidente Sandra Ruatti, che evidenzia come l’impegno non sia nato con i Giochi: «Le strutture di Cortina sono uscite rafforzate dall’esperienza Paralimpica, con una maturazione importante e la volontà di proseguire su questa strada per diventare un esempio virtuoso di località pienamente inclusiva. Ma l’accessibilità non è un tema nuovo: da anni lavoriamo per un cambio radicale di paradigma». Ruatti ricorda il convegno promosso nel 2022 insieme al Comune e al Comitato Italiano Paralimpico, oltre ai progetti che negli anni hanno mantenuto alta l’attenzione sul tema e preparato il terreno a una trasformazione profonda del sistema di ospitalità.

Molti hotel hanno scelto di osservare lunghi periodi di chiusura per adeguare le proprie strutture. Gli interventi hanno riguardato la riorganizzazione degli ambienti interni ed esterni, l’eliminazione delle barriere fisiche, la semplificazione dei collegamenti tra le diverse aree degli edifici e la ristrutturazione delle camere. Dove possibile sono stati realizzati servizi igienici attrezzati e sono stati installati dispositivi di supporto visivo e sonoro, così da rendere gli spazi pienamente fruibili e garantire a ogni ospite la possibilità di muoversi in modo autonomo e dignitoso.

Ruatti riconosce che il cammino è ancora lungo: «Le Paralimpiadi non hanno ancora il richiamo mediatico delle Olimpiadi. È evidente che parliamo di una strada in salita. Ma le salite si superano solo iniziando a percorrerle. E noi intendiamo continuare a farlo, soprattutto adesso, a riflettori spenti».

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