Belluno solidale: la storia di Elisa Dalla Rossa e la scuola in Madagascar

Belluno solidale: la storia di Elisa Dalla Rossa e la scuola in Madagascar

Aiutiamoli a casa loro. C’è chi lo usa come slogan acchiappavoti e chi lo fa per davvero. Ad esempio Elisa Dalla Rossa, bellunese doc – come la pasticceria che gestisce in piazza Mercato a Belluno – con un pezzo di cuore in Madagascar. Nell’isola africana, infatti, durante una vacanza, Elisa ha trovato un’amica malgascia, Gilda, che lavora in uno dei tanti resort dove si coccolano i turisti di tutto il mondo. Da qui l’idea, anzi, il sogno: costruire a Nosy Be, nel Nord-Ovest del Paese, una scuola per dare una mano ai bambini in difficoltà. Insomma, aiutare per davvero e non solo a parole.

«Quando Gilda mi ha parlato di questo suo progetto mi sono subito appassionata – spiega Elisa – così, una volta tornata a casa, ho cominciato a raccogliere materiale scolastico e fondi per dare avvio alla cosa. A novembre abbiamo anche presentato l’iniziativa in un evento a Belluno e le adesioni sono cresciute, tanto che in un mese e mezzo abbiamo raccolto 6 mila euro».

Dall’idea si passa così ai fatti, e ora, per fare proprio sul serio, è anche nata ufficialmente un’associazione che si occuperà di tutti i passaggi: si chiama YolAndre, dai nomi Yolande e Andrea, i figli delle due promotrici.

Carte firmate e timbrate, Elisa volerà di nuovo in Madagascar ad aprile, per seguire direttamente sul posto l’avanzamento dei lavori.

«Il terreno è stato acquistato, un amico project manager ha predisposto gratuitamente un progetto su cui prenderà forma l’istituto. Per il 31 agosto contiamo di concludere, così a novembre potrà prendere avvio l’anno scolastico», anticipa Elisa, che oltre all’istruzione ha in mente di regalare alla realtà che ormai è un po’ la sua seconda casa qualcosa in più. «Vogliamo favorire anche l’apprendimento di alcuni mestieri, elemento fondamentale per creare le premesse di un’indipendenza che purtroppo manca». Si comincia dunque dalla sartoria: «insegneremo a realizzare delle tovaglie che poi potranno essere vendute sulla spiaggia ai turisti. Questa è la strada che vogliamo intraprendere e sviluppare».

Una strada che comincia da un concetto, quasi un mantra per Elisa: «Quando si sta bene, perché non offrire tutto ciò che si ha in più per far star bene anche gli altri?».

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