Arturo Lorenzoni: «L’unica montagna viva è quella abitata»

Arturo Lorenzoni: «L’unica montagna viva è quella abitata»

 

«L’unica montagna viva è la montagna abitata». Ad affermarlo è Arturo Lorenzoni. Il candidato del centrosinistra, alle prossime elezioni regionali, ha voluto riprendere l’appello lanciato da Gimmy Dal Farra di Belluno Alpina.

«Io credo che la Regione Veneto debba incentivare l’uso dei contratti con gli agricoltori per i servizi territoriali ed ecosistemici (Agricoltori Custodi). Sono previsti dal decreto legislativo sono utilizzati in Toscana e in Lombardia. Con questi contratti è possibile remunerare gli agricoltori per il lavoro di sfalcio e di presa in cura del territorio montano, con un beneficio per la sicurezza, la bellezza, l’economia. A volte basta guardarsi in giro per realizzare il Veneto che vogliamo…». 

«La richiesta di Dal Farra è giusta e importante – continua il candidato del centrosinistra -. Esprime la difficoltà di chi vive la montagna e non vede risorse per la manutenzione del territorio, la sua messa in sicurezza, la conservazione a fini turistici. Ma esprime anche la caparbietà di chi non vuole abbandonare il proprio territorio». 

Le difficoltà, però, non mancano: «La nostra montagna, al di fuori dei pochi luoghi a forte connotazione turistica, vive da tempo un periodo di grande disagio – conclude Lorenzoni – per la poca redditività dell’attività agricola e i maggiori costi della vita in aree remote. Eppure senza la presenza di coloro che vivono e si prendono cura del territorio è impossibile preservare la sicurezza idrogeologica, la bellezza naturale e l’attività turistica conseguente. Per questo quanto chiesto da coloro che vivono la montagna e la sua durezza è giusto ed è interesse di tutti: quei territori sono un bene comune e non possono essere mantenuti a spese dei pochi che ci vivono».

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