La Peste Suina Africana (PSA) si avvicina al Veneto e l’Ulss Dolomiti e la Provincia di Belluno fanno squadra per prevenirne l’ingresso nel territorio. È stata infatti sottoscritta una convenzione da 10.000 euro per sostenere i controlli veterinari sui cinghiali abbattuti, nell’ambito delle attività previste dai piani nazionali e regionali.
Cos’è la PSA
È una malattia virale altamente contagiosa e letale per i suini domestici e selvatici, ma non trasmissibile all’uomo. Rappresenta una grave minaccia per l’industria suinicola e la sicurezza alimentare globale, anche perché ad oggi non esiste un vaccino efficace. Nel mirino, in particolare, i cinghiali selvatici, che fungono da serbatoio naturale per il virus. In Europa sono attivi diversi focolai, con segnalazioni anche nelle aree della pianura padana, ormai prossime al Veneto.
La strategia di Belluno
La Provincia e l’Ulss n. 1 Dolomiti si impegnano a collaborare per: sostenere i costi dell’ispezione veterinaria per i cacciatori coinvolti nel piano PSA; rafforzare la sorveglianza sanitaria, e coordinare le Riserve Alpine di Caccia per ridurre la popolazione di cinghiali, responsabile di danni a coltivazioni e ambienti naturali.
Ogni anno, in provincia, vengono abbattuti circa 6-700 cinghiali. Su ciascuno è obbligatorio, per legge, l’esame trichinoscopico (anche se destinati all’autoconsumo) per escludere la presenza di trichinella, una zoonosi trasmissibile all’uomo.
Il ruolo dell’Ulss Dolomiti
L’azienda sanitaria si occuperà del prelievo muscolare dai capi abbattuti, dell’invio dei campioni all’IZSVe (Istituto Zooprofilattico delle Venezie) e della gestione dei risultati, segnalando eventuali positività.
Le voci istituzionali
«L’adozione di pratiche di biosicurezza è fondamentale per proteggere i nostri allevamenti» commenta il direttore generale Giuseppe Dal Ben, che sottolinea l’importanza del lavoro coordinato fra autorità, cacciatori, allevatori e cittadini. Soddisfazione anche dal vicepresidente della Provincia Silvia Calligaro: «Grazie al rapporto con le riserve alpine e al supporto tecnico dell’Ulss, mettiamo a disposizione del territorio risorse concrete per esentare i cacciatori dal pagamento delle analisi obbligatorie. Solo insieme possiamo affrontare sfide complesse come la PSA.»





