Accordo Sest – Acc, i sindacati: «Non è perfetto ma dà un futuro ai lavoratori»

Accordo Sest – Acc, i sindacati: «Non è perfetto ma dà un futuro ai lavoratori»

Con l’accordo di vendita firmato mercoledì, 6 aprile, dopo estenuanti trattative, al tavolo regionale, l’Acc di Mel di Borgo Valbelluna passa nelle mani del gruppo Luve – Sest di Limana. Ieri nello storico stabilimento ex Zanussi i segretari della Uilm Michele Ferraro, della Fim Mauro Zuglian e la rsu Massimo Busetti hanno presentato ai 249 lavoratori i dettagli dell’accordo. «Che non è perfetto, ma è il migliore possibile. Anzi, molto buono», spiegano i sindacalisti, rispondendo così indirettamente a Stefano Bona, segretario provinciale della Fiom, l’unico a non aver apposto la sua firma in calce al documento. Al contrario delle rsu del suo sindacato, che mercoledì hanno firmato e ieri erano presenti in assemblea.

Mauro Zuglian (Fim Cisl)

«È un buon accordo – continuano Ferraro e Zuglian – perché permette il riassorbimento di 150 lavoratori, e per gli altri 100 è stata messa in campo per la prima volta una vera e propria task force per il loro ricollocamento».

La trattativa non è stata semplice, come riconoscono gli stessi sindacalisti. Più volte si è stati sul punto di rottura in un confronto aspro. «Ma alla fine è stato portato a casa un buon risultato – continuano Zuglian e Ferraro – che tutela i lavoratori di Acc. Saranno assunti in Sest senza il periodo di prova, con la garanzia dell’articolo 18 e avranno garantito il salario legato all’anzianità di servizio che avevano in Acc, anche se l’inquadramento alla Sest dovesse essere diverso».

Michele Ferraro (Uilm)

150 però non sono 249. La cosiddetta “Clausola di garanzia” è stata la pietra dello scandalo che ha spinto Bona a non firmare l’accordo. «Non dà la certezza ai lavoratori non rientranti nella lista dei 150 – le parole del segretario Fiom – di essere poi assunti se al termine dei due anni non avranno trovato un posto di lavoro. Il testo inserito nell’accordo non garantisce nulla. E poi ci sono altre clausole che non vanno bene».

«Ma in realtà la “lista dei 150” – rispondono (sempre indirettamente) Ferraro e Zuglian – è di 249, perché se tra i primi ci saranno delle defezioni si scaleranno le posizioni presenti in lista. In verità abbiano provato fino all’ultimo di far rientrare nel perimetro di assunzione tutti i lavoratori, ma su questo punto la proprietà di Luve Sest è stata irremovibile da subito. Hanno precisato che al momento questi sono i numeri che sono certi di poter garantire. Se poi, come speriamo tutti, nei prossimi due anni la richiesta di manodopera aumenterà, i lavoratori Acc avranno la precedenza».

Insomma, nessun rammarico? «Uno c’è, ed è il motivo che ci spinge a dire che non c’è nulla da festeggiare – la rsu Massimo Busetti – ovvero che questo accordo, assieme alla vendita al gruppo bengalese walton delle linee produttive, sancisce la cessazione definitiva della produzione dei compressori e la scomparsa di Acc».

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