I 100 anni di Angela Dal Pont: staffetta partigiana e oggi bisnonna

I 100 anni di Angela Dal Pont: staffetta partigiana e oggi bisnonna

Il fisico è stanco. La mente, quella no: lucidissima. E la si nota fin dal primo sguardo, brillante e attento. Angela Dal Pont (Angelina per tutti) arriva oggi al traguardo dei 100 anni. Un secolo di vita e di avventure, di gioie e di dolori, sempre con una grande forza di volontà che talvolta si trasforma in cipiglio severo. È la scorza dura che Angelina si è costruita fin da giovane.

Quinta di cinque fratelli, nata a Caleipo (Castion) il 20 giugno 1923 senza aver mai conosciuto il padre, ad appena 16 anni fa le valigie e va a Roma. “A servizio” come si diceva una volta, dipendente di una ricca famiglia borghese. Inevitabile quando le possibilità erano poche e le bocche da sfamare tante. 

L’impatto della metropoli è duro, le cortesie della famiglia dove Angelina lavora scarsissime. E tra gli aneddoti rimasti impressi nella testa della giovane (e raccontati con dovizia di particolari ancora oggi) c’è il ritrovamento di una banconota, per strada. «Avevo fame perché ci davano poco da mangiare. Quando ho visto quelle dieci lire per terra, le ho raccolte e sono andata subito a prendermi del pane».

L’avventura con la grande città continua: dopo Roma, Angelina va a Milano, sempre a servizio. Stavolta con maggiore fortuna.

Poi però l’Italia piomba in guerra e bisogna tornare a casa. E comincia un nuovo capitolo: staffetta partigiana con il nome di battaglia di Novella. Del resto, il fratello Gino era a capo di un plotoncino di partigiani di stanza a Cirvoi. Qui gli aneddoti si sono arricchiti di pathos, col passare degli anni. Ma su tutti, Angelina ricorda un episodio. «Avevamo nascosto nel fienile uno zaino pieno di bombe a mano. Era arrivata la voce che i tedeschi passassero di casa in casa a controllare. E così con una mia amica ho preso lo zaino e sono andata su verso il Nevegal, per nasconderle. La mia amica continuava a dire che aveva paura. Io no, forse non ci pensavo. E le rispondevo che se ci avessero trovato, potevamo sempre usare le bombe».

Incoscienza, gioventù, desiderio di libertà in anni di oppressione e occupazione nazista. Angelina ricorda la liberazione di Castion e di Belluno, tanto che qualche tempo fa è stata intervistata per un documentario sugli anni della Resistenza, realizzato da storici bellunesi.

Dopo la guerra, la formazione della nuova famiglia. Il matrimonio con Enzo, tre figli, casa nuova a Castion, la nascita dei nipoti. Ma anche il lungo rapporto epistolare con il fratello Giovanni, emigrato in Argentina e mai più tornato in Italia, la perdita di un figlio…

Oggi Angelina festeggia 100 anni, vive nella sua casa a Castion, attorniata dall’amore delle figlie e del genero, dei nipoti e dei bisnipoti, per i quali ha sempre una parola saggia e un sorriso carico di affetto. 

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