Sarà stato il caldo senza respiro della sala consiliare di Palazzo Rosso, dopo 5 ore di discussioni tra le parti. Sarà stata un’efficace – quanto piuttosto involontaria – capacità di sintesi. Tant’è che nel consiglio comunale di lunedì 30 giugno si è potuto assistere a diverse variazioni sul tema del saluto.
C’è quello – tutt’altro che amichevole ma plastico e condito da parole meno dolci del dovuto – rivolto dall’ex candidato sindaco di “Valore Comune”, Giuseppe Vignato, ai consiglieri di Centrodestra al termine di un’accesa discussione su una mozione della minoranza che chiedeva di «Riconoscere la Palestina quale Stato democratico e sovrano». Documento al quale la maggioranza avrebbe voluto forzatamente affiancarne un altro. Risultato? I consiglieri di minoranza che escono dall’aula, qualche applauso ironico e sarcastico di troppo dai banchi del Centrodestra e un dito medio, scultoreo, esibito da Vignato, condito da parolacce all’indirizzo del capogruppo di Fratelli d’Italia, Alessandro Farina. Gesto per il quale, va detto, Vignato si è poi scusato, dopo essere stato richiamato ufficialmente dal presidente dell’assemblea consiliare.
«Il consigliere perde il pelo ma non il vizio – commenta il gruppo consiliare “Belluno al centro” Purtroppo questa è una situazione che si era già verificata in passato e credevamo, meglio speravamo, che non si sarebbe più ripetuta. Tanta volgarità serve solo per coprire la mancanza di idee e per sottrarsi al dibattito democratico su temi importanti e delicati come quello del conflitto “Israelo – Palestinese”. La minoranza anziché confrontarsi sui temi all’ordine del giorno ha preferito creare una vera e propria bagarre “deliziando” i presenti e quelli collegati in streaming con insulti e l’inqualificabile gesto del dito medio da parte di Vignato».
C’è poi il saluto stile “Vorrei ma non posso”. E’ quello affidato alla penna della portavoce dal primo cittadino, Oscar De Pellegrin e rivolto all’ex assessore Simonetta Buttignon, dalla quale ha incassato le dimissioni in diretta durante il consiglio di lunedì 30 giugno. Un gesto che tutte le parti in causa si sono affrettate a dichiarare «assolutamente concordato»: e si sa che “excusatio non petita” eccetera eccetera..
«Desidero ringraziare l’assessore Buttignon per essersi messa a servizio della nostra Città, lavorando all’interno della Giunta comunale di Belluno in questi anni» sono le parole ufficiali di De Pellegrin. Parole che un po’ stridono con quelle – invero nessuna – proferite al momento delle dimissioni di Buttignon. Che, in effetti, un favore al primo cittadino l’ha fatto: toglierlo dall’impaccio di una decisione – la sua sostituzione – della quale si parla da mesi (con tanto di nome del successore) ma che De Pellegrin non si convinceva a prendere.





