La Fiamma Olimpica è passata da Milano-Cortina, ma ieri a Palazzo Rosso è tornata ad accendersi nelle parole dei suoi protagonisti. Quindici tedofori bellunesi si sono ritrovati per condividere emozioni, aneddoti e quel senso di appartenenza che solo un simbolo come la Fiamma sa generare. Ad accoglierli l’assessore allo Sport Monica Mazzoccoli, padrona di casa e voce appassionata di un incontro dedicato ai valori che contano davvero: sport, rispetto, fratellanza. Il sindaco Oscar De Pellegrin, collegato da remoto, ha salutato i presenti ringraziandoli per aver portato un pezzo di Belluno lungo il Viaggio della Fiamma.
In sala Consiglio si respirava un clima speciale. Qualche assenza per i mali di stagione, ma un gruppo compatto e carico di storie. E una cifra che colpisce: su 130.000 candidature, i tedofori scelti sono stati 10.001. Quel “1” finale, come ricordato durante il briefing formativo, rappresenta l’unicità di ogni partecipante. Un dettaglio che ha fatto vibrare più di un ricordo.
L’assessore Mazzoccoli ha aperto il cerchio delle testimonianze con la storia di un giovane del team organizzatore, cresciuto a Scampia: da ragazzino aveva visto passare la Fiamma, e quel momento gli aveva cambiato la vita, spingendolo verso lo sport e verso un percorso di riscatto. Da lì, una cascata di emozioni.
Cristiano ha dedicato il suo tratto al nonno, tedoforo nel 1956 a Ponte nelle Alpi, correndo a Dobbiaco in un luogo carico di significato. Le ragazze dell’ITS hanno parlato di squadra e unione, mentre Roberta, maestra di primaria, ha ricordato come il rispetto sia la base di ogni comunità. Poi la testimonianza intensa di Robson e Gislaine, italo-brasiliani con radici venete: per loro lo sport è stato integrazione, dignità, una seconda possibilità. Robson ha raccontato il suo arrivo in Italia in un momento difficile e come il calcio gli abbia permesso di ripartire. I fratelli Alessandro e Francesco, rugbisti, hanno rivissuto l’emozione di passarsi il testimone lungo il percorso. Alessio, invece, ha raccontato il suo momento speciale vissuto con la famiglia e con la figlia di appena un mese, presente tra il pubblico.
Un mosaico di storie che ha ricordato a tutti cosa significa sentirsi parte di un viaggio più grande: quello della Fiamma che, partita dalla Grecia, ha attraversato l’Italia fino ai bracieri di Milano-Cortina. «Una mattinata intensa e bellissima – ha commentato l’assessore Mazzoccoli – fatta di storie vere, di sport e di vita, di emozioni e di valori che uniscono». «In queste storie – ha aggiunto il sindaco De Pellegrin – si ritrova il significato più autentico dello spirito olimpico: sentirsi parte di una grande storia che abbraccia popoli e culture e che continua a far sperare in un mondo migliore».





