Il 29 giugno 1873 un tragico terremoto, 6.3 gradi della scala Richter, devastò il territorio dell’Alpago, del Bellunese e del Vittoriese. E ora, a 150 anni di distanza, il Comune di Alpago intende ricordare l’accaduto con una rassegna che vedrà la presenza di Fabrizio Curcio, capo dipartimento della Protezione civile nazionale.
Curcio sarà ospite della tavola rotonda in programma domani (giovedì 29 giugno, ore 20.30) nella palestra comunale di Farra d’Alpago e che darà il via alla rassegna “Terremoto150”. Non mancheranno poi i due vicedirettori del Centro di ricerche sismologiche dell’Istituto nazionale di Oceanografia e di Geofisica sperimentale, Giuliana Rossi e Paolo Comelli, oltre al responsabile della rete sismica del Veneto Pier Luigi Bragato. Parteciperà all’evento anche l’assessore regionale alla Protezione civile Gianpaolo Bottacin, così come, ovviamente, il sindaco Alberto Peterle. «Questo incontro costituisce un momento importante per la nostra comunità – dichiara il primo cittadino -; la presenza di Curcio e degli altri importanti ospiti che parteciperanno alla tavola rotonda ci permetterà di ragionare non solo sul passato ma anche sul presente e sul futuro. Come si gestisce un evento grave durante la fase di somma emergenza? Come si studiano e si analizzano i fenomeni sismici? Cosa dobbiamo considerare in un territorio molto esposto al rischio quale il nostro? Sono alcuni dei principali quesiti a cui cercheremo di rispondere. Il terremoto di centocinquanta anni fa, infatti, ebbe anche una straordinaria valenza scientifica. Fu proprio a partire dal sisma dell’Alpago che si compirono grandi scoperte di carattere scientifico, come il principio della macrozonizzazione, uno dei principali elementi che consente di distinguere le varie fasce di rischio dei territori».
«Ritengo fondamentale diffondere la conoscenza degli eventi passati e delle loro conseguenze – afferma invece l’assessore Bottacin -. Solo così la popolazione può imparare a comportarsi al meglio nel caso in cui le disastrose calamità sismiche si dovessero ripresentare. Spesso, soprattutto quando si parla di Protezione civile, si pensa alla fase emergenziale, o alla successiva ricostruzione, ma difficilmente si concepisce l’attività di prevenzione. In realtà, la Regione del Veneto è attiva anche in questo senso, con molte iniziative orientate a istruire la popolazione e molti interventi anche nelle scuole. Quindi, non posso che ringraziare il Comune di Alpago».





