Ci sono voluti mesi di discussioni e decenni di attesa. Ma ieri (10 settembre) il Parlamento ha finalmente approvato in via definitiva il Disegno di Legge Montagna. Alle 19.49 il Senato ha dato il via libera a maggioranza a un provvedimento che potrebbe segnare una svolta per i territori montani. A 73 anni dalla prima legge di settore (1952) e a 31 dalla seconda (1994), le “terre alte” tornano al centro dell’agenda politica nazionale.
Un fondo da 200 milioni: nasce il Fosmit
La legge è accompagnata dal Fondo per lo sviluppo della montagna italiana (Fosmit), che stanzia 200 milioni di euro l’anno per il triennio 2025-2027. Le risorse saranno destinate a sanità (40 milioni), istruzione (20 milioni), agricoltura, mobilità, turismo, servizi digitali e contrasto allo spopolamento. Il ministro degli Affari Regionali, Roberto Calderoli, ha difeso con forza l’impianto economico della legge: «Nel 2021 c’erano appena 6-7 milioni per la montagna. Oggi ci sono più di 200 milioni. I numeri parlano da soli».
Cosa prevede la legge
Il Ddl Montagna introduce una serie di misure concrete:
- Incentivi per medici, insegnanti e personale sanitario che scelgono di lavorare in montagna
- Sostegno alle scuole per l’infanzia e ai tribunali montani
- Investimenti in banda larga e infrastrutture (strade, ferrovie)
- Tutela di boschi, pascoli, bacini idrici e fauna selvatica
- Agevolazioni per agricoltori e silvicoltori, con incentivi alla diversificazione e alla ricomposizione fondiaria
- Misure fiscali per le imprese giovanili montane e per il lavoro agile
- Contributi per l’acquisto e la ristrutturazione della prima casa nei comuni montani
- Incentivi alla natalità per contrastare lo spopolamento
Le voci dal Parlamento
Grande soddisfazione da parte del senatore Luca De Carlo (Fratelli d’Italia), presidente della IX Commissione del Senato: “Una montagna di impegno non è uno slogan, ma oggi è un fatto concreto. Il futuro della montagna passa da qui”. De Carlo sottolinea l’importanza di garantire lavoro e servizi a chi vive in montagna: «Chi sceglie di restare deve sapere che può farlo con dignità e prospettive».
Uncem: “Ora servono decreti attuativi e più risorse”
Marco Bussone, presidente nazionale di Uncem, accoglie con favore l’approvazione della legge, ma lancia un appello: «Ora bisogna lavorare per aumentare il fondo, senza intaccare le risorse regionali. La montagna non vuole più regalare risorse. Servono strumenti finanziari nuovi, anche dalle concessioni idroelettriche e autostradali». Secondo il Rapporto Montagne Italia di Uncem, 100mila persone hanno scelto di vivere in montagna negli ultimi anni. «A loro dobbiamo garantire servizi, scuole, trasporti, sanità. È il nostro impegno da sempre», conclude Bussone.





