Una domenica di piena attività per il Soccorso Alpino e gli elicotteri di emergenza, impegnati in una serie di interventi tra le vette e i sentieri delle Dolomiti. Dalla tarda mattinata fino al pomeriggio, otto operazioni hanno richiesto il coordinamento di squadre a terra e mezzi aerei, in risposta a malori, infortuni e situazioni di difficoltà in quota.
Poco dopo mezzogiorno, l’elicottero Falco 2 è stato inviato nella zona del Piz Boè per soccorrere un escursionista di 29 anni di Sedico (BL), colto da malore. Il giovane è riuscito a raggiungere autonomamente il Rifugio Capanna Piz Fassa, dove è stato preso in carico dall’equipe medica e trasportato all’ospedale di Belluno per accertamenti.
Subito dopo, Falco 2 è intervenuto lungo il Sentiero dei Pastori, numero 759, che da Forcella Pape conduce a Casera ai Duf, per aiutare un escursionista di 56 anni di Milano, infortunatosi a una caviglia. L’uomo è stato recuperato con un verricello corto e portato anch’egli a Belluno.
Verso le 14.30, il Soccorso Alpino di Cortina è stato allertato per un infortunio lungo il sentiero che scende dal Lago d’Ajal. Una squadra della Guardia di Finanza ha raggiunto la zona e ha trasportato all’ospedale Codivilla una turista tedesca di 43 anni, vittima di un trauma al braccio.
Nel frattempo, l’elicottero del Suem di Pieve di Cadore è intervenuto sulla Ferrata De Luca – Innerkofler, sul Monte Paterno, per soccorrere una 21enne ucraina colpita da una pietra e ferita al piede. Poco dopo, Falco 2 è stato chiamato a operare sotto la cengia sommitale della Cima Grande di Lavaredo, dove due alpinisti tedeschi erano rimasti bloccati a causa di corde incastrate nella roccia. L’elicottero ha effettuato il recupero con verricello, lasciando i due illesi al Rifugio Fonda Savio.
Un altro intervento ha riguardato i Cadini di Misurina, dove due alpinisti erano rimasti fermi in parete, a dieci metri di distanza l’uno dall’altra, anche loro bloccati dalle corde. In due rotazioni, il tecnico di elisoccorso ha provveduto al recupero con verricello da 40 metri.
Nel pomeriggio, una squadra del Soccorso Alpino di Livinallongo è stata inviata in Val Parola per aiutare un’escursionista altoatesina, bloccata dalla paura in un tratto scosceso del sentiero. I soccorritori l’hanno raggiunta e accompagnata oltre la parte più impegnativa del tracciato.
Infine, intorno alle 15, il Soccorso Alpino di Feltre è stato allertato dalla gestrice del Rifugio Boz, dopo che alcuni escursionisti avevano segnalato la presenza di un uomo immobile e in apparente difficoltà lungo l’Alta Via numero 1. L’elicottero regionale della Protezione Civile ha trasportato in quota una squadra, che ha individuato il 73enne e verificato le sue condizioni. L’uomo ha però rifiutato nuovamente di essere accompagnato a valle, e i soccorritori, accertato che non fosse in pericolo, sono rientrati.





