Ieri (3 agosto), Limana ha festeggiato l’edizione 2025 della Festa dei Bellunesi nel Mondo: una celebrazione che ha intrecciato storia, memoria ed emozione, richiamando emigranti, ex emigranti e cittadini in una giornata all’insegna dell’identità e della gratitudine. Tra cortei, parole solenni, inaugurazioni e momenti conviviali, la comunità ha vissuto un tributo sentito a chi ha portato il Bellunese nel cuore, ovunque nel mondo.
Tra gonfaloni e benedizioni
Il corteo commemorativo è partito nel fresco della mattina dal parco “Limanesi nel mondo”, guidato dai gonfaloni dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, del Comune di Belluno, delle Famiglie Ex Emigranti e dalle delegazioni estere. Con loro, gli alpini in uniforme, la banda musicale locale e bambini con bandierine a dare colore e voce alla marcia della memoria. La Santa Messa nella chiesa parrocchiale di Limana, celebrata da don Mario Doriguzzi, ha offerto un momento di intensa spiritualità e riflessione. «L’associazione è un ponte tra generazioni e continenti», ha detto nell’omelia, sottolineando come l’emigrazione sia ancora parte viva del presente. Il battesimo di una bambina durante la cerimonia ha emozionato i presenti, diventando emblema di continuità e futuro condiviso.
Una sala per ricordare chi ha costruito il presente
In municipio si è svolto il momento più toccante della giornata: l’inaugurazione della Sala Renato De Fanti, dedicata allo storico sindaco che ha guidato Limana per oltre venticinque anni. Una sala luminosa, affacciata sul cuore del paese, arricchita da fotografie, scritti e cimeli che raccontano il suo impegno civico. Il sindaco Michele Talo ne ha tracciato il profilo umano e politico: «Un maestro, un amministratore lungimirante, capace di trasformare Limana da realtà agricola a centro industriale». A lui hanno reso omaggio anche Roberto Padrin, Gianpaolo Bottacin, Luca De Carlo, Oscar De Bona, Vincenzo Losso e Francesco Bortoli, componendo un mosaico di ricordi e valori che ancora guidano il paese.
Condivisione come identità
La mostra documentaria allestita al piano terra del municipio ha raccontato i gemellaggi del Bellunese nel mondo, con lettere, fotografie e oggetti d’epoca provenienti dagli archivi dell’Abm. Un’esposizione che documenta il filo invisibile che ancora oggi unisce Limana ai suoi emigranti sparsi per il globo. A suggellare la giornata, il pranzo sociale sotto il capannone della Pro Loco, dove oltre duecento persone hanno condiviso piatti della tradizione, storie di vita e accenti diversi. Il dialetto bellunese è tornato a vibrare nelle conversazioni, tra un pastin fumante e un bicchiere levato in onore dell’identità che resiste.
Una festa che unisce terre, tempi e speranze
«La Festa dei Bellunesi nel Mondo non è un evento da calendario, è un atto di fede collettiva» commenta Oscar De Bona. A Limana, tra commozione e orgoglio, è stato celebrato un patrimonio che non conosce confini: il senso di appartenenza a una terra e a una comunità che non dimentica.





