Le Dolomiti continuano a far sentire la loro voce. Dopo i recenti crolli dalla Croda Marcora, che hanno sollevato nubi di polvere e messo in ginocchio la viabilità tra San Vito di Cadore e Cortina, adesso anche il Monte Pelmo lancia nuovi segnali di instabilità. Nel pomeriggio di ieri (27 luglio) attorno alle 15, un distacco roccioso ha interessato il versante nord del Pelmo, nel territorio di Selva di Cadore. Il boato è stato avvertito anche a valle, seguito da una nube di polvere visibile a distanza. Alcuni escursionisti presenti lungo i sentieri della Val Fiorentina hanno dato l’allarme. Fortunatamente, il crollo è avvenuto in una zona lontana dai percorsi frequentati e non si registrano feriti né danni a strutture.
Secondo le prime ricostruzioni, si sarebbe staccato un pinnacolo roccioso poco sotto la cima, con il materiale franato che si è fermato sulla piattaforma naturale sotto la vetta, senza raggiungere il ghiaione che porta al Rifugio Venezia. «La nube si è dissolta in pochi minuti, ma l’impatto emotivo è stato forte», spiega Mario Fiorentini, gestore del Rifugio Città di Fiume, ricordando come episodi simili si siano già verificati in passato.
Il Soccorso Alpino è intervenuto per monitorare l’area e valutare eventuali rischi residui. Il distacco sul Pelmo, a pochi giorni dai crolli sulla Croda Marcora, riaccende l’attenzione sulla fragilità delle pareti dolomitiche, messe sotto pressione da fattori climatici e geologici.





