Buone notizie dalle zone industriali di Longarone: le aziende restano sul territorio e puntano a ingrandirsi; tanto che chiedono maggiori servizi e la riduzione dei vincoli legati al Piano Alluvioni. Il dato emerge chiaro dagli incontri organizzati dal Comune con le realtà produttive, incontri propedeutici alla redazione della variante tematica al Piano degli Interventi in materia urbanistica per le aree industriali.
L’assessore Elena De Bona ha incontrato nei giorni scorsi le rappresentanze delle aziende, in appuntamenti singoli che hanno coperto le quattro zone industriali (Villanova, Faè, Fortogna e Codissago). Il percorso è iniziato nei mesi scorsi, e adesso si concentra specificamente sulle aree produttive, con l’obiettivo finale di sostituire il Prg redatto negli anni 80 e che faceva seguito a tutti i numerosi piani urbanistici che si sono susseguiti nel post Vajont.
«L’incontro è strato estremamente utile e significativo, perché le aziende hanno manifestato la forte volontà di rimanere sul territorio. La prova? Sono arrivate richieste per ingrandire l’attività, anche da parte di grandi aziende» spiega l’assessore De Bona. «Quello che oggi rappresenta un possibile ostacolo, specie per la zona industriale di Villanova, è il Piano Alluvioni, che pone dei vincoli importanti e di fatto impedisce le espansioni. Le aziende ci chiedono di ridurre i vincoli e abbiamo condiviso di unirci in una richiesta in tal senso alla Regione, da cui dipende il Piano Alluvioni, con l’obiettivo di realizzare quelle opere che potrebbero consentire una revisione e riduzione dei vincoli».
Per quanto riguarda le specifiche del Piano degli Interventi, le aziende hanno espresso i loro desiderata, consegnando all’amministrazione comunale una serie di richieste. Ora gli urbanisti lavoreranno per analizzare le singole proposte e predisporre specifiche schede di intervento.
«Abbiamo chiesto alle aziende anche quali sono le loro richieste rispetto alle zone industriali. E ci hanno espresso l’esigenza di avere maggiori servizi» spiega De Bona. «In particolare ricettività e ristorazione, perché oggi un’azienda che riceve visite particolari è costretta a ricorrere all’ospitalità di Belluno o addirittura di fuori provincia, specialmente a Vittorio Veneto. Inoltre chiedono interventi per migliorare il decoro e l’illuminazione, per adeguare la viabilità agli ingressi e uscite delle aree. Tra le richieste anche quella di un asilo e altre attività così da far vivere le zone industriali anche dopo le 17, orario in cui solitamente molte fabbriche chiudono».





