Garnì rifiuta turisti israeliani: «Siete colpevoli di genocidio»

Garnì rifiuta turisti israeliani: «Siete colpevoli di genocidio»

«Non siete graditi». Ha scritto più o meno così il gestore di un hotel di Selva Cadore. E tanto è bastato per scatenare un putiferio che ha fatto il giro d’Italia e non solo: è arrivato anche alla comunità ebraica e in Israele.

Il fattaccio risale a qualche giorno fa ed è stato reso noto ieri (14 novembre) dal sito della comunità ebraica di Milano, Bet Magazine Mosaico. Cos’è successo? Sul portale di booking.com riservato ai singoli utenti, il gestore del Garnì Ongaro ha respinto un gruppo di israeliani. E li ha informati di non gradire la loro presenza, in quanto «responsabili di genocidio». 

Il responsabile della struttura ricettiva, tramite un profilo social privato, avrebbe rivendicato la propria scelta, incitando anche altri a prendere decisioni di “boicottaggio” del popolo israeliano.

LE REAZIONI

Sull’episodio è intervenuto anche il presidente del Veneto Luca Zaia. «In attesa di conoscere qualcosa di più su una notizia che, se sarà confermata, è di estrema gravità, mi sento profondamente turbato e resto allibito per quanto è accaduto» ha scritto il governatore. «Il Veneto deve garantire le porte aperte a tutti. Continuo a sperare che quanto riportato non sia vero, poiché l’ospitalità veneta non è questa. Credo fermamente che la nostra offerta turistica debba essere inclusiva, apolitica e rispettosa di tutti. L’ho sottolineato più volte e ribadisco che episodi del genere sono inaccettabili: il Veneto non è questo. Da secoli, siamo un popolo aperto al mondo e rispettoso delle identità altrui. La Repubblica Veneta è stata un esempio di integrazione, ospitando comunità come quella ebraica e favorendo una contaminazione culturale anche con il Medioriente e il mondo arabo che ha arricchito non solo il Veneto, ma l’intero Paese».

Anche la Provincia di Belluno ha preso posizione. «L’ospitalità di un territorio che crede fortemente nel turismo non può essere intaccata da singoli episodi – da verificare e dimostrare – di discriminazione. Lo scenario delle Dolomiti bellunesi sia di stimolo a farsi portatori e amplificatori di bellezza» ha detto il presidente della Provincia di Belluno, Roberto Padrin. «La cultura dell’accoglienza di cui le nostre genti sono portatrici da sempre stride fortemente con un episodio di intolleranza che ho letto. Credo vadano fatte tutte le verifiche del caso, e spero si tratti di uno spiacevolissimo equivoco. Ma mi sento fin d’ora di condannare tutto ciò che cozza contro lo spirito dell’ospitalità. Respingere un gruppo di persone per la loro nazionalità non fa parte della nostra cultura bellunese di provincia accogliente».

«Un territorio che crede nella vocazione turistica è portato per natura all’internazionalità e all’apertura» ha aggiunto la consigliera provinciale delegata al turismo, Vanessa De Francesch. «E lo dicono i numeri: nel 2023 i turisti stranieri sono stati quasi 550mila, per oltre 1 milione e mezzo di presenze, vale a dire la metà dei visitatori del Bellunese. Questi dati dimostrano quanto il territorio sia aperto e ospitale. E non può un singolo episodio – come ha detto il presidente, da dimostrare – intaccare il buon nome e il buon lavoro di centinaia di operatori del turismo». 

SUI SOCIAL

Sui social però sono in molti ad appoggiare convintamente la scelta del Garnì Ongaro. E qualcuno, senza tanti giri di parole, ha osato: «Con i russi, qualche mese fa, non era stato fatto lo stesso?». 

© Copyright – I testi pubblicati dalla redazione su newsinquota.it, ove non indicato diversamente, sono di proprietà della redazione del giornale e non è consentita in alcun modo la ripubblicazione e ridistribuzione se non autorizzata dal Direttore Responsabile.

TAG
CONDIVIDI
Articoli correlati

© 2023 NIQ Multimedia s.r.l.s. – C.F. e P.IVA: 01233140258
Testata giornalistica registrata al Tribunale di Belluno n. 4/2019

Torna in alto