È morto il pioniere della mobilità sostenibile: Belluno piange Bortolo Calligaro

È morto il pioniere della mobilità sostenibile: Belluno piange Bortolo Calligaro

Quando si è diffusa la notizia, ieri (5 luglio), sono giunti messaggi di cordoglio da più parti. Segno dell’affetto ma anche della notorietà che gli aveva portato quel suo essere schietto e diretto. Un innamorato della bicicletta e della mobilità sostenibile: questo era Bortolo Calligaro. Non per niente aveva fondato l’associazione Amici della Bicicletta (diventata poi Fiab, Federazione italiana amici della bicicletta) il 14 febbraio 1999, giusto il giorno di San Valentino.

Ieri lo ha ricordato proprio la Fiab, di cui è stato a lungo presidente. «Lavorò con grande determinazione e costanza alla realizzazione della ciclabile da Cima Banche a Calalzo, sul sedime della ferrovia dismessa Calalzo-Dobbiaco. Oggi questa ciclabile, una delle più belle d’Europa e del mondo, ha preso il nome di “Lunga via delle Dolomiti” e fa parte della ciclovia internazionale Monaco-Venezia. Sua fu poi l’idea iniziale di un collegamento ciclabile tra Belluno e Feltre, con il motto “Vogliamo Belluno-Feltre ciclabile”. Oggi il suo sogno si è finalmente realizzato con la creazione del percorso ciclabile “Anello della Valbelluna” che, proprio pochi giorni fa, è stato ufficialmente riconosciuto dalla Regione Veneto e inserito nel progetto regionale “Green Tour Verde in Movimento”».

Ma Bortolo Calligaro è stato anche pioniere della mobilità sostenibile. Innumerevoli i suoi interventi per favorire la ciclabilità urbana, in una visione di mobilità non inquinante, non rumorosa e salutare e per la sicurezza dell’utenza debole della strada, cioè di chi va a piedi, in bicicletta e per le persone con disabilità.

«Persona di grande coraggio, Bortolo Calligaro è stato una figura di riferimento nell’ambientalismo bellunese e veneto e continuerà idealmente a pedalare al nostro fianco» scrive l’attuale presidente Fiab Belluno, Pierluigi Trevisan.

Calligaro si è spento a 76 anni, dopo alcuni anni di malattia. Anche il presidente della Provincia ha ricordato il suo impegno: «Calligaro ci ha stimolato a prenderci cura di quella che oggi con un termine asettico ma tanto in voga si chiama mobilità dolce e sostenibile. Lui stesso era esempio di sostenibilità, e ha sempre messo a disposizione dei Comuni le sue competenze e la sua passione. Ai suoi famigliari e amici un pensiero d’affetto mio e dell’intero consiglio provinciale».

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