«Un’altra persona, un padre di famiglia, non ha fatto rientro a casa propria a Longarone dopo il lavoro. Questa volta a perdere la vita non è stato un operaio ma addirittura un titolare di un’azienda, che vantava anni di esperienza nel suo settore». A prendere posizione è Roberto Toigo, segretario generale della Uil Veneto, esprimendo le proprie condoglianze e la vicinanza, anche a nome dell’organizzazione sindacale, alla famiglia della vittima sul lavoro.
«È morto mentre stava installando una gru di fronte a un palazzo di Rivoli, mentre stava svolgendo il proprio dovere verso la comunità, la sua famiglia e se stesso – aggiunge Toigo -. Ogni volta che muore qualcuno su un posto di lavoro assapori il gusto amaro del fallimento e vieni assalito dallo sconforto: com’è possibile? Anni di impegno sulla sensibilizzazione alla formazione e alla sicurezza sembrano in quel momento essere stati gettati al vento. A livello nazionale la Uil ha chiesto che venga istituito il reato di omicidio sul lavoro: si parla di incidenti ma qualche volta bisognerebbe invece parlare di omicidi. Queste morti sul lavoro è la nostra guerra in Occidente. Scenderemo in piazza con iniziative forti e d’impatto per alzare la voce verso un sistema che non ci piace e non vogliamo perché, invece di costruire, distrugge e, invece di dare dignità, la toglie insieme alla vita».





