Dopo un’estate complessivamente positiva (+3,2%), gli Albergatori di Cortina guardano all’inverno. Le nevicate dei giorni scorsi e la decisione di anticipare l’apertura di alcuni impianti lasciano ben sperare. Anche se non mancano i punti interrogativi.
IL COMMENTO
«I dati sono in costante evoluzione – commenta il presidente Stefano Pirro -. Il momento è di grande incertezza sia economica che sociale. Proprio per questo, sta soprattutto a noi professionisti dell’accoglienza riprogrammare le attività affinché chi sceglie di investire in una vacanza a Cortina riceva un’adeguata contropartita. Ce la stiamo mettendo tutta, insieme a Fondazione Cortina, a Cortina Marketing e all’amministrazione comunale per ottimizzare alcune strategie e stimolare il turismo e l’offerta turistica verso la miglior proposta possibile».
È noto poi come a Cortina ci siano diversi hotel in ristrutturazione: «Lo scorso anno erano 4. Quest’anno se ne sono aggiunti altri 4 per un totale di circa 600 posti letto in meno. E sa da una parte è vero che a parità di domanda questo dovrebbe costituire un elemento di crescita per il tasso occupazionale medio, è vero anche che va a inficiare sulla domanda stessa perché parliamo, in molti casi, di alberghi storici (tra cui due 5 stelle e due 4 stelle) con una clientela affezionata. Confidiamo comunque che le nevicate dei giorni scorsi fungano da traino per ulteriori prenotazioni».
PERIODI
Come di consueto, lo slot temporale più “gettonato” in termini di camere riservate è quello compreso tra Natale e capodanno (circa 60% – 61% se si considera la sola notte del 31 dicembre), seguito dal ponte dell’8 dicembre (56%) e dall’ultima settimana di gennaio (55%) quando a Cortina si disputerà la Coppa del mondo di sci.
STRANIERI
Rilevante è il fatto che gran parte degli ospiti provenga dall’estero: 60% di stranieri contro il 40% di turisti nostrani. L’analisi evidenzia in particolare un significativo aumento di prenotazioni dal Regno Unito (+15%) rispetto allo scorso anno. In crescita anche gli americani (+5%) che già in estate l’avevano fatta da padroni, mentre i dati relativi a tedeschi, australiani e canadesi si confermano in linea con il 2022. Con l’arrivo del freddo torneranno pure i russi, costretti negli ultimi due anni a disertare la Conca, anche e soprattutto a causa della difficile situazione geopolitica determinata dal conflitto in Ucraina: il 7% della presenza sovietica ad oggi acquisita si concentrerà a ridosso della notte di San Silvestro. Ogni nazione, del resto, ha la propria stagionalità e se gli statunitensi non disdegnano la prima e l’ultima settimana di febbraio e i britannici optano per la Conca preferibilmente tra fine gennaio e metà marzo, gli italiani si confermano più “tradizionalisti” e visiteranno la Regina delle Dolomiti in concomitanza con le festività».





