«Negli ultimi anni abbiamo assistito a un fenomeno anomalo per la democrazia, nei piccoli Comuni: in particolare quelli con meno di mille abitanti. Ovvero l’arrivo, alla vigilia di ogni tornata elettorale, di liste ‘esterne’ ai paesi, di persone che poco o nulla hanno a che fare con quelle realtà. Sono spesso spinte da volontà di posizionamento anche di alcuni micro partiti o movimenti che cercano visibilità, con persone mai viste in quei paesi». Ad affermarlo è il presidente nazionale di Uncem, Marco Bussone.
«Questo succede perché non esiste l’obbligo di raccogliere firme per le candidature, come invece accade ed è necessario nei Comuni più grandi. Un problema che Uncem conosce bene e che già in passato abbiamo segnalato al legislatore e alle Prefetture. Ben venga la democrazia, favorita sia la partecipazione. Ma con buon senso: legame con i territori, senso di appartenenza e impegno non improvvisato o casuale».
Tuttavia, i Comuni piccoli hanno bisogno di vivacità democratica ed è sempre più difficile trovare persone disponibili a impegnarsi per fare i sindaci o i consiglieri: «Vero, però servono regole. È un tema da presidiare, sul quale agire, che non può passare in secondo piano rispetto ad altre questioni poste da Sindaci dei piccoli Comuni come numero di mandati e burocrazia da eliminare. Come Uncem porremo la questione immediatamente al Viminale e ai parlamentari, confidando in una analisi seria e capace di interpretare le urgenze dei piccoli centri».





