Continue predazioni del lupo. «Servono aiuti per salvare la montagna»

Continue predazioni del lupo. «Servono aiuti per salvare la montagna»

La presenza del lupo continua a essere un problema. Le ultime predazioni del Nevegal hanno dato la stura ai residenti della zona. E Belluno Alpina lancia la sfida alla politica: «Servono aiuti per la montagna».

«Continuiamo a sentir dire che bisogna salvare la montagna e sostenere i suoi abitanti e le sue imprese: si cominci aiutandoli ad affrontare il tema delle predazioni da parte dei predatori, il lupo in particolare», denuncia il presidente dell’associazione Gimmy Dal Farra. «Bisogna raccogliere le richieste di chi con sacrificio lavora per la cura e la manutenzione del territorio, impresa o hobbista che sia: se si vogliono difendere gli animali, bisogna tutelarli tutti, anche quelli che restano vittime delle predazioni e che soprattutto per gli hobbisti non sono solo numeri da reddito, ma animali d’affetto e da compagnia». 

Poi Dal Farra fa la lista delle ultime predazioni. «Una decina di giorni fa, nell’azienda agricola di Monia Scariot a Madeago il lupo ha attaccato e ucciso un asino, un animale amatissimo dai proprietari e dai loro bambini: negli anni scorsi, quell’asino aveva pascolato a Ronce, dove Scariot ha un terreno, per poi essere spostato sempre a Ronce in una zona più vicino alle abitazioni, ed era già scampato alle predazioni di altri esemplari che hanno portato alla scelta obbligata di riportarlo in azienda e abbandonare Ronce, ma evidentemente non è bastato per sfuggire al lupo». 

Belluno Alpina allarga lo sguardo anche oltre Ronce-Nevegal. «Gli attacchi ormai arrivano anche vicino ai paesi, ma dal mondo politico c’è ancora troppo silenzio. Nel nostro territorio, il lupo da tempo sta portando più danni che benefici, ma non si è mosso nulla» conclude Dal Farra. «È tempo, anzi è già passato, che ci siano risposte concrete, con azioni tangibili e non palliativi, per fermare o almeno arginare il fenomeno».

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