La sala Placido Fabris di Pieve ha ospitato un incontro in cui i Servizi forestali della Regione Veneto hanno esposto i progetti per la mitigazione del rischio idrogeologico in Val Cantuna. Alla presenza del direttore regionale Gianmaria Sommavilla e della direttrice dei lavori Veruska Bortoluzzi, i progettisti si sono soffermati sul progetto da 600mila euro, concluso da pochi mesi, e sulle proposte per il nuovo stralcio di interventi, che ammonteranno complessivamente a un milione e mezzo di euro.
Sono diverse le opere che potranno essere realizzate con gli importi a disposizione: piste di accesso, consolidamento dei versanti, svuotamento di accumuli di materiale detritico, costruzione e sistemazione di briglie, oltre a una serie di interventi funzionali a mettere in sicurezza la stretta valle che scende da Pieve a Paludi, passando per Tignes.
«Ringrazio Gianmaria Sommavilla – ha affermato il sindaco Alberto Peterle – e tutta la struttura da lui guidata per aver condiviso con noi e con la popolazione i progetti per la Val Cantuna. È importante informare sempre su ciò che viene fatto, altrimenti le risorse economiche e umane che si spendono per la salvaguardia del territorio rischiano di passare inosservate. Verranno riproposte serate simili per altre aree coinvolte da interventi della Regione del Veneto, che nel nostro territorio sono davvero tante, specialmente nel post-Vaia e post alluvione 2020. Grazie anche a tutti i cittadini che sono usciti di casa e hanno partecipato con un atteggiamento costruttivo».
All’incontro è intervenuto anche l’assessore regionale all’Ambiente e alla Protezione civile, Gianpaolo Bottacin: «L’attenzione della Regione sul tema della mitigazione del rischio idrogeologico è costante e lo testimoniano i fatti. Solo guardando all’Alpago, le opere appena concluse, in corso di realizzazione e in programma sono numerose e consistenti, anche se spesso passano inosservate. Ringrazio chi ha organizzato l’appuntamento perché è ciò che serve per far capire alla popolazione cosa viene fatto per la prevenzione e per la difesa del suolo. Anche se alcune opere non sono visibili ai più o non sembrano strategiche, sono estremamente concrete e decisive nel prevenire morti e disastri».





