Investi Scuola praticamente salvo, con il tandem Provincia-Bim

Investi Scuola praticamente salvo, con il tandem Provincia-Bim

Buona notizia per le famiglie bellunesi: “Investi Scuola” dovrebbe continuare anche nell’anno scolastico 2023-24. La Provincia di Belluno sta lavorando da mesi alla riproposizione del progetto per gli abbonamenti di trasporto pubblico a prezzo calmierato per gli studenti delle scuole superiori. Un progetto che ha visto esaurirsi lo scorso anno il finanziamento da Fondo Comuni confinanti e che per essere attivato anche il prossimo anno dovrà contare esclusivamente sulle forze della Provincia e del Consorzio Bim Piave, con un aiuto anche da parte del Fondo Welfare.

«La conclusione della sperimentazione Fcc, che negli ultimi sette anni aveva consentito di riproporre il progetto a favore degli studenti – in particolare quelli che abitano nelle aree più periferiche – mette in seria difficoltà la prosecuzione del progetto, che vale poco meno di un milione di euro l’anno» spiega il presidente della Provincia, Roberto Padrin. «L’obiettivo è cambiare le regole di funzionamento del Fondo Comuni confinanti, per consentire che almeno su progetti di vasta portata e ricaduta sociale siano ammesse le spese di servizio e non solo quelle d’investimento. Per farlo, però, servono percorsi lunghi e accordi politici che vanno ben oltre le facoltà della Provincia di Belluno. Nel frattempo, stiamo lavorando da tempo per riproporre “Investi Scuola” con le nostre forze e con il Consorzio Bim, che è sempre stato al nostro fianco in questa partita di vitale importanza per le famiglie, per il territorio e in particolare per le terre alte. Senza le risorse Fcc però il progetto dovrà giocoforza essere modificato rispetto alle modalità degli ultimi anni, durante i quali con sinergie e un serio lavoro di squadra tra enti è stato possibile garantire una misura a beneficio delle famiglie. “Investi Scuola” per sette anni scolastici ha comportato un investimento di 8,2 milioni di euro, di cui 4,6 milioni a carico dei Fondi di confine».

La Provincia sta preparando alcune simulazioni, con l’incrocio dei dati dell’utenza e delle fasce chilometriche del trasporto pubblico. Allo studio in particolare l’introduzione dell’Isee e livelli di contribuzione diversi per le famiglie a seconda della distanza di percorso casa-scuola. 

«Saranno modalità differenti rispetto al passato, ma è inevitabile sia così» continua il presidente Padrin. «La volontà forte dell’amministrazione provinciale è quella di assicurare adesso e per il futuro un servizio che in questi anni si è dimostrato fondamentale per consentire alle famiglie di basare la scelta della scuola superiore sulle aspirazioni dei ragazzi e non sulla distanza chilometrica e sulle spese. Da inguaribile ottimista voglio vedere il positivo: il governo centrale, la Regione, il Comitato paritetico Fcc non potranno lasciarci soli e abbandonare le terre alte; serve la maniera di rendere strutturale il finanziamento di questo progetto che a tutti gli effetti è un servizio per le famiglie e per la montagna».

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