Il Piano regolatore comunale (Prc) prende vita. E, in questo senso, la partecipazione dei cittadini è stata particolarmente attiva: il Piano degli interventi, che ha seguito il Piano di assetto del territorio (Pat) ha registrato, infatti, ben 200 domande. Le stesse sono attuabili in termini di riqualificazione degli immobili, di interventi edilizi e cambi di destinazione d’uso.
Nessun dubbio: è una grande opportunità per il Comune, oltre che un risultato importante, frutto di un percorso partecipato di riunioni e di incontri con la popolazione e le categorie.
Partendo qui, si potrà dare forma e sostanza alla promozione e realizzazione di uno sviluppo sostenibile, alla salvaguardia e valorizzazione dei centri storici e del paesaggio rurale. Occhio di riguardo, inoltre, sulla difesa dei rischi idrogeologici. E sul sistema residenziale per nuove famiglie giovani.
I contenuti e le azioni che la pianificazione su scala comunale mette in atto sono diversi e meritevoli di attenzione: dal recepimento di prescrizioni e vincoli della pianificazione sovraordinata, alla puntualizzazione e traduzione in regole di assetto del territorio, passando per l’individuazione e la disciplina degli usi del suolo e la relativa determinazione degli standard. Si procede poi alla suddivisione del territorio in “Zone territoriali omogenee” e a identificare misure per gli interventi finalizzati al recupero del patrimonio edilizio esistente, oltre alla tutela dei beni naturali, paesaggistici e storico-culturali. Senza considerare la localizzazione delle principali reti infrastrutturali e delle zone in cui calare i piani attuativi.
A Ponte nelle Alpi, il futuro è adesso.





