Una prima esperienza riuscita.
Il mese scorso si è concluso con soddisfazione un soggiorno sul lago di Garda organizzato dagli operatori del Centro di salute mentale di Pieve di Cadore dell’Ulss Dolomiti, insieme agli operatori delle Comunità terapeutiche di Auronzo. 18 in totale i partecipanti di questa iniziativa, tra utenti, operatori e volontari.
È stata la prima uscita di più giorni nell’ambito della “montagnaterapia” del Centro di salute mentale di Pieve di Cadore. Si tratta di un progetto che dal 2017, con cadenza quindicinale e con più di 60 uscite alle spalle, coinvolge i partecipanti in diverse attività di gruppo tra le Dolomiti del Cadore e la Valbelluna, promuovendo momenti di aggregazione e di cura attraverso il contatto con la natura e l’ambiente montano.
Il gruppo ha trascorso a fine novembre tre giorni al lago, percorrendo insieme, tra escursioni e passeggiate, circa 25 chilometri, su percorsi individuati in base anche alle capacità fisiche di ciascuno. L’obiettivo era quello di incontrare da un lato l’interesse dei più giovani e dall’altro il favore di chi necessita itinerari meno impegnativi sia dal punto di vista altimetrico che di difficoltà escursionistiche.
Il giorno dell’arrivo i partecipanti si sono dedicati a una passeggiata sul lungolago da Lazise a Bardolino. Il giorno seguente una parte del gruppo ha optato per la passeggiata lungolago da Torbole a Riva del Garda, mentre il resto del gruppo, accompagnati dalla guida di media montagna Sabine Zanella, si è cimentato nella passeggiata più impegnativa da Torbole fino a Tempesta, lungo il costone basso del Monte Baldo, giungendo in uno dei punti più panoramici della sponda orientale del Lago di Garda. L’uscita si è conclusa con la visita della città di Verona, con l’Arena e il balcone di Giulietta, camminando lungo le vie della città scaligera.
Come anche per le uscite giornaliere già portate avanti dal Csm, questa iniziativa è stata resa possibile grazie alla presenza, oltre che del personale Ulss, del personale e dei volontari della cooperativa sociale Itaca, e all’aiuto dell’associazione Momentaneamente assenti, che opera nel territorio cadorino nella promozione della salute mentale e nella lotta allo stigma.
Un’esperienza apprezzata dai partecipanti che, riportano dall’Ulss, «con entusiasmo hanno dimostrato coesione e solidarietà anche in qualche momento di difficoltà, favorendo la crescita personale di ciascuno e dell’intero gruppo».





