Se l’è cavata con trenta giorni di prognosi Franco Ardivel, il titolare dell’omonimo negozio di alimentari di Viale Dolomiti, a Ponte nelle Alpi, ferito alla spalla e al braccio sinistro da 5 coltellate sferrate da uno dei due rapinatori che venerdì sera, poco prima delle 19, sono entrati in negozio per rubare l’incasso. Ha una prognosi di sette giorni invece Giorgio Rova, amico di Ardivel, colpito dall’altro malvivente.
I due, impossessatisi alla fine del solo fondo cassa (una somma di circa 150 euro) sono poi fuggiti dileguandosi nel buio. Sulle loro tracce ci sono ora gli uomini della questura di Belluno e i carabinieri, coordinati dal Pm Gallego. Gli inquirenti hanno già raccolto le testimonianze delle numerose persone che hanno assistito al fatto: il negozio di Ardivel si trova infatti in zona centralissima, circondato da abitazioni, condomini e altri esercizi commerciali. Già acquisite anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza che inquadrano l’area: «Sono 40 quelle che nel corso del tempo sono state installate – spiega il sindaco di Ponte nelle Alpi, Paolo Vendramini – e sono tutte funzionanti. Questa mattina (ieri, ndr) il nostro comando dei vigili ha completato il riversamento delle immagini sui supporti usb che sono stati poi consegnati agli investigatori. Le immagini coprono tutta l’ultima settimana».
Secondo la testimonianza di Franco Ardivel i due rapinatori avevano un accento meridionale, probabilmente sardo. Ed è probabile che per la fuga abbiano utilizzato un’auto parcheggiata poco lontano da Viale Dolomiti.
Intanto emergono nuovi particolari sul fatto che ha, come prevedibile, sconvolto l’intera comunità pontalpina. I due rapinatori sono entrati in negozio poco prima delle 19, in orario di chiusura, fingendosi dei normali clienti. Dopo aver girovagato un po’ tra gli scaffali, si sono soffermati davanti a quello dei superalcolici. Ardivel, che in quel momento era in negozio insieme all’amico Giorgio Rova, si è avvicinato ai due, per chiedere se avessero bisogno di qualcosa.
A quel punto i due, che indossavano una mascherina chirurgica e un sottocasco, hanno estratto coltello e pistola (non si sa se quest’ultima fosse vera o una replica). Uno dei due rapinatori ha colpito Ardivel prima con una testata e poi con le cinque coltellate, mentre l’altro se l’è presa con Rova, sferrandogli un colpo in faccia con il calcio della pistola.
Poi, una volta impossessatisi del bottino (poco più di 150 euro) sono fuggiti, inseguiti dallo stesso Ardivel. Che, nonostante il dolore e lo shock, è sempre rimasto cosciente, tranquilizzando sulle sue condizioni il fratello Gianpietro e le altre persone presenti in strada.
Nonostante le numerose testimonianze, non sarà facile risalire all’identità dei rapinatori. Anche perché non risultano, almeno di recente, altre rapine in Veneto messe a segno con la stessa tecnica.
«Ho sentito Franco questa mattina (ieri, ndr) e l’ho trovato ancora scosso, naturalmente, ma di umore positivo – commenta Vendramini -. A lui va la solidarietà di tutta la nostra comunità. Certo questo è un fatto inusuale per le nostre latitudini, ma lo consideriamo un episodio. Abbiamo la massima fiducia nel lavoro delle forze dell’ordine e contiamo che i responsabili possano essere individuati al più presto, come avvenuto in passato, anche come deterrente per chi pensasse che il Bellunese possa essere un territorio su cui posare gli occhi».





