Riceviamo e pubblichiamo la presa di posizione della lista civica “In Movimento” di Belluno
Il Gruppo “In Movimento” vuole esprimere il proprio rammarico per l’esito della discussione sull’ordine del giorno ad oggetto “Politiche per l’integrazione: sostegno allo ius scholae” dell’ultimo Consiglio comunale dell’11 luglio.
Riteniamo che sia sbagliato, come sostenuto dalla nuova maggioranza comunale, affermare che lo ius scholae non possa essere di interesse per la comunità bellunese poiché il tema della cittadinanza è di potestà esclusiva dello Stato. Dal canto nostro, non ci siamo mai sottratti negli anni – sulla base di elementi così pretestuosi – alle discussioni su temi che esulavano ampiamente dalle competenze del Consiglio comunale, poiché riteniamo che anche gli indirizzi politici espressi dall’assemblea abbiano un valore importante per la nostra comunità.
Non riteniamo, come espresso in aula dalla maggioranza, che l’attuale legge sulla cittadinanza assolva egregiamente alle richieste e ai bisogni della società. Centinaia di migliaia di ragazze e ragazzi nati in Italia da genitori stranieri, cresciuti e istruitisi in Italia e parte naturalmente integrante della nostra comunità devono attendere i 18 anni per poter avviare la procedura di richiesta di cittadinanza, creando così una forte barriera sociale e culturale con i loro coetanei nati da genitori con cittadinanza italiana.
E nemmeno riteniamo che la cittadinanza debba “sempre e comunque essere richiesta, celebrata e meritata”, come ha espressamente sostenuto un esponente che siede tra le fila della maggioranza. Assegnare la cittadinanza a quei ragazzi che abbiano completato almeno un ciclo scolastico è un diritto, è il minimo che possiamo riconoscere a chi cresce e si forma nella nostra comunità. Collegare il diritto alla cittadinanza alla formazione scolastica ha poi un ulteriore valore, che va a riconoscere alle scuole un ruolo centrale nella crescita e sviluppo della società.
La maggioranza ha compattamente votato contro l’ordine del giorno tuttavia il nuovo sindaco De Pellegrin della nostra città ha affermato “Non lasceremo nessuno indietro” nell’esposizione delle sue linee programmatiche meno di un mese fa. A noi pare invece che andare in direzione opposta all’indirizzo politico dell’ordine del giorno sullo ius scholae sia esattamente il modo per lasciare qualcuno indietro. Noi crediamo davvero nell’inclusione, nell’integrazione, nella comunità. Non crediamo nelle discriminazioni, nella ghettizzazione, nell’emarginazione sociale e culturale.
Attendiamo speranzosi che anche la maggioranza che siede in Consiglio comunale dia segnali in questo senso e chiediamo al sindaco di esprimersi direttamente su questo tema chiarendo la sua posizione.





