«Il Giro d’Italia è un viaggio: con la gente, per la gente, fra la gente»

«Il Giro d’Italia è un viaggio: con la gente, per la gente, fra la gente»

Se il talento legato all’utilizzo della parola, scritta e parlata, fosse in linea con il talento di correre in bicicletta, allora Marco Pastonesi sarebbe maglia rosa del Giro d’Italia. 

Quel Giro che il giornalista ha raccontato e decantato per anni sulle colonne della Gazzetta dello Sport. Con rispetto e coerenza, da un punto di vista insolito: quello dei gregari. 

Grazie ad Assostampa Belluno, in collaborazione con il Sindacato Giornalisti Veneto, il Comune, l’Associazione Internazionale Dino Buzzati e il Comitato di Tappa Giro Belluno – Marmolada, Pastonesi ha dato vita a una serata ricca di spunti e aneddoti, a Palazzo Bembo. «In un’edizione del Giro, avevo ideato la rubrica sul gregario. Ogni giorno raccontavo le sue gesta, le sue impressioni, i suoi pensieri, anche se non popolava le parti alte della classifica. Lo avevo scelto a caso: era all’esordio e mi piaceva perché il suo nome era più adatto a un alpinista e a uno scalatore, che non a un ciclista. In più era di una simpatia rara. Si chiamava Michele Scarponi». 

Esilaranti i passaggi su due illustri colleghi come Candido Cannavò e Gianni Mura: «Candido, da vero siciliano, non resisteva alla tentazione di un tuffo in mare. E un anno, quando il Giro era a Lecce, lo abbiamo convinto a fare un bagno. Solo che il tempo è passato senza che ce ne accorgessimo e, quando il gruppo stava ormai arrivando al traguardo, Cannavò era nudo sul ciglio della strada. Al direttore della corsa, l’avvocato Carmine Castellano, per poco non è venuto un infarto. E Mura? Quando partiva per il Tour de France, la sua auto profumava di bucato: all’arrivo era una discarica. La chiamavano “la troia”. Gianni componeva gli articoli solo con la macchina da scrivere: finiva prima di tutti noi e poi andava a mangiare. Solo che un giorno, a ora tarda, hanno trovato positivo Rasmussen. E lui era introvabile, già seduto a tavola: avvertirlo è stata un’impresa». 

Ad arricchire l’appuntamento ha contribuito pure la studiosa Patrizia Dalla Rosa, che si è concentrata su alcune “chicche” scritte da Dino Buzzati in relazione al Giro d’Italia.

Sì, il Giro: alla fine, che cos’è? Pastonesi non ha dubbi: «È un viaggio. Con la gente, per la gente, fra la gente». Un viaggio destinato a coinvolgere pure Belluno: fra sei giorni, grazie alla tappa che partirà da piazza dei Martiri e arriverà in Marmolada. E grazie alle parole di Pastonesi: la maglia rosa della parola. 

© Copyright – I testi pubblicati dalla redazione su newsinquota.it, ove non indicato diversamente, sono di proprietà della redazione del giornale e non è consentita in alcun modo la ripubblicazione e ridistribuzione se non autorizzata dal Direttore Responsabile.

TAG
CONDIVIDI
Articoli correlati

© 2023 NIQ Multimedia s.r.l.s. – C.F. e P.IVA: 01233140258
Testata giornalistica registrata al Tribunale di Belluno n. 4/2019

Torna in alto