Risorse ambientali e finanziarie. Tradotto: soldi. Li chiede Uncem (Unione nazionale Comuni ed enti montani) ai grandi gruppi idroelettrici. Perché la ricchezza vera della montagna è l’acqua. Ma se questa viene sfruttata per gli interessi della pianura?
La richiesta di Uncem non arriva dal nulla: in vista ci sono le gare per le concessioni delle grandi derivazioni; a quanto pare entro la fine del 2023.
«Queste gare devono determinare “opportune misure di compensazione ambientale e territoriale, anche a carattere finanziario, da destinare ai territori dei Comuni interessati dalla presenza delle opere e della derivazione”. Questa ultima frase è stata proposta e inserita dal Governo, nelle scorse ore, nella conversione del DL Concorrenza, in Senato. E ci pare essere efficace per dire che i territori non sono spettatori nel corso delle gare, tra chi vince e chi perde» sostiene Marco Bussone, presidente Uncem. «I Comuni devono essere coinvolti in una partita complessa su asset sui quali arriverà la golden power. I territori non sono un orpello. Uncem sostiene da 20 anni che il territorio montano è quello dove acqua e forza di gravità si uniscono generando fatturati e utili. E una parte importante di questi deve rimanere sui territori, riconoscendo l’importanza dei Comuni tra le opere di presa e di rilascio».





