Buone notizie dal fronte. La rapida discesa dei contagi da coronavirus in provincia continua. Lo certifica il report settimanale dell’Ulss 1 Dolomiti.
I nuovi casi rilevati nell’ultima settimana sono 1.613 (-915 rispetto a quella precedente) con un conseguente tasso di incidenza settimanale di 808 casi su 100 mila abitanti, in costante calo e ora lievemente inferiore all’incidenza nazionale (813 su 100 mila abitanti).
«La curva epidemica delle ultime settimane – spiega l’azienda sanitaria – si comporta in modo simile a quanto accaduto in altri contesti: rapidissima crescita dettata dalla variante Omicron, molto diffusiva; speculare rapida decrescita».
Una tendenza confermata dalla mappa del contagio nei singoli Comuni bellunesi. Solamente 9 di loro hanno attualmente un’incidenza superiore ai 1.000 casi ogni 100mila abitanti. Si tratta di Agordo, Auronzo, Borgo Valbelluna, Fonzaso, Longarone, Perarolo, Ponte nelle Alpi, Arsié e La Valle agordina: questi ultimi due sono gli unici con incidenza superiore a 2.000. Mentre 5 territori (Borca di Cadore, Colle Santa Lucia, Danta, Soverzene e Zoppè) non hanno registrato casi nell’ultima settimana.
Stabili i ricoveri, con 61 persone tra Belluno e Feltre e un solo paziente in terapia intensiva. Ma si contano 3 vittime nel weekend: due (di 81 e 88 anni) ricoverate a Belluno e una novantenne ricoverata a Feltre.
Proseguono con successo anche le terapie a base di anticorpi monoclonali. Sono 13 i trattamenti somministrati nell’ultima settimana dall Unità operativa di Malttie infettive di Belluno, per un totale di 327 dosi complessive. A questi vanno aggiunte le prescrizioni di farmaci antivirali prodotti da Merck (e Pfizer6 somministrazione nell’ultima settimana, 23 in totale).
Ma la battaglia non è ancora vinta. Anche perché, ricorda sempre l’Ulss 1, si contano ancora 6.605 bellunesi tra i 50 e i 69 anni non vaccinati. Di questi, 2.084 hanno avuto il covid negli ultimi 180 giorni. I non vaccinati e non guariti, quindi, sono circa 4.500.





