«Servono appartamenti e case per i medici e gli operatori della sanità. Dobbiamo mettere in atto un progetto di residenzialità che possa essere attrattivo per figure professionali che vengono da fuori». A lanciare la proposta è il presidente del Comitato paritetico Fcc Dario Bond, che ieri mattina (11 ottobre) ha incontrato la direttrice generale dell’Ulss 1 Dolomiti Maria Grazia Carraro. Sul tavolo, proprio la questione della carenza dei medici in provincia, «uno dei problemi annosi della sanità in provincia di Belluno» dice Bond.
«Ringrazio la dottoressa Carraro sia per la sensibilità dimostrata al problema, sia per la volontà di porre mano alla questione. Da un’analisi che è stata fatta, una delle cause è la difficoltà di trovare case e appartamenti a prezzi accessibili: per chi proviene da fuori provincia, in certe zone di montagna i costi diventano troppo alti e scoraggiano quelle figure professionali di cui invece il territorio avrebbe bisogno».
Dalla diagnosi, alla terapia. Con il Fondo Comuni confinanti nel ruolo di “medico”. «Si può pensare a un progetto concreto di logistica, con la creazione di una serie di case da mettere a disposizione dei medici che arrivano da fuori provincia» dice Bond. «Potrebbe essere anche un modo per riqualificare parte del patrimonio edilizio oggi dismesso, e rinnovare il volto di alcuni centri storici. La concretezza di un progetto che può essere a misura del territorio è tra i punti di forza del Fondo. E grazie al gioco di squadra con l’Ulss – per cui la dottoressa Carraro ha già espresso grande spirito collaborativo – si può raggiungere un obiettivo a beneficio delle comunità bellunesi».





