Il confine tra apologia di fascismo e storia può essere labile, sdrucciolevole. Perfino infinitesimale per alcuni. La legge Scelba del 1952 sanziona chiunque «promuova od organizzi sotto qualsiasi forma, la costituzione di un’associazione di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità di riorganizzazione del disciolto partito fascista oppure chiunque pubblicamente esalti esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche». Che dire dunque di chi pubblica sui social immagini e frasi di Mussolini? E se a farlo è un rappresentante delle istituzioni, un assessore comunale?
Succede a Pieve di Cadore. La giunta è civica, ma risaputamente più vicina a sinistra. Eppure un assessore ha postato sul suo profilo Facebook (aperto e visibile a tutti) la foto di una bottiglia di liquore fatto in casa, con foto del duce in etichetta e il celebre motto “Vincere e vinceremo”. Più sopra, un’altra etichetta scritta a mano: “Ducello 2021”.
L’assessore è Stefano Campi, delegato ai lavori pubblici. E oltre alla foto, ha aggiunto al post una sorta di didascalia: «Mettiamo al fresco questa nuova “variante” del vecchio olio di ricino».
La domanda vera non è se sia reato o meno, un post del genere. Piuttosto se è opportuno o meno per un rappresentante delle istituzioni postare foto simili.






