Noemi Batki si appresta a vivere la sua quarta Olimpiade.
Con un prestigioso palmares alle spalle e la grande determinazione che la contraddistingue, l’ungherese di nascita e bellunese d’adozione si presenterà ai Giochi olimpici di Tokyo con il tuffo dalla piattaforma da 10 metri: la sua specialità.
«Spero di riuscire a godermi l’esperienza – ha commentato Noemi ai microfoni di SuperNews -. E spero di saltare con la testa libera, perché ormai è tempo di raccogliere i frutti del duro lavoro senza più farsi frenare da preoccupazioni o tensioni inutili. Non vado a Tokyo per gareggiare in termini di risultato, ma cercherò di affrontare la gara con il giusto atteggiamento mentale: solo in questo modo posso riscattarmi e dare il meglio di me. Voglio cogliere questa opportunità per ringraziare il Centro sportivo dell’Esercito che mi sta supportando in questi anni di duro lavoro e che non ha mai smesso di credere in me, mettendomi sempre nelle condizioni di potermi allenare con la massima serenità possibile».
Dalla piscina di Lambioi al Giappone, il passo è breve: «Mia mamma mi portava con lei in piscina fin da piccolina, quando ancora si allenava. Devo ammettere che è stato un approccio graduale, fino a 4 anni non mettevo la testa sott’acqua. Ho iniziato ad allenarmi con costanza a 6 anni e fino ai 13 anni sono sempre stata un’atleta potenzialmente forte, ma timorosa. Ho addirittura smesso per un anno intero a causa di tutte le paure che non riuscivo a superare. Quando sono tornata, a 14 anni, avevo una testa diversa: da quel momento in poi, iniziai a diventare inarrestabile». E allora, non fermarti neppure adesso: forza Noemi!





